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LA "CRITICA" DI GOMORRA NEL PENSIERO DI FABIO CANNAVARO


LA 'CRITICA' DI GOMORRA NEL PENSIERO DI FABIO CANNAVARO
07/01/2009, 12:01

Italia Paese di santi, poeti, navigatori, allenatori e critici cinematografici. L’improvvisato Ghezzi è Fabio Cannavaro, che dalle pagine del settimanale “Chi” parla a valanga di cinema e politica. Gomorra? “Per il cinema italiano spero che vinca l'Oscar. Ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative”. Un regista, si sa, non è un pubblicitario, e Matteo Garrone, evidentemente, non aveva intenzione di rilanciare l’immagine del Belpaese, ammesso che, il Paese, sia bello. Ma il campione, ora in forza al Real, argomenta: “È facile che un problema locale venga generalizzato - ha spiegato - Ancora oggi un mio compagno di squadra mi ha detto: Italiano? Mafioso”. Camorra, dunque, un problema locale. Chissà cosa ci faceva lo stakeholder-Servillo nelle fabbriche del Nord... Non solo cinema, non solo Gomorra. Fabio Cannavaro  ha affrontato diverse tematiche. Sul premier spagnolo Zapatero, l’Azzurro sostiene che “la Spagna sta bene, ha investito nel rinnovamento delle grandi città”. E sui matrimoni gay? «Mmmh, su quello, forse, sono più italiano...». Italiano? Contro i matrimoni gay… in quanto italiano? Poi il gossip, solita storia Belen-Borriello. Qualche polemica puramente calcistica con Ibrahimovic. E la reazione sarcastica dell’Arcigay. “Le sue opinioni, che fanno il paio con quelle dell’altro sex simbol Gattuso, non ci faranno dormire per notti intere”. Italia Paese di santi, poeti, navigatori, allenatori, critici cinematografici, analisti politici, contrari ai matrimoni gay, tuttologi.

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di Giulio d'Andrea
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