Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

IL PENSIERO AZZURRO

La Lezione di Mou


La Lezione di Mou
18/03/2010, 09:03

Dunque: tu sei l’allenatore della squadra principe di uno dei maggiori campionati d’Europa; sei stato assunto per vincere la Champions, che manca ai trofei di questa squadra da una vita e il presidente è stanco di gettare milioni dalla finestra; sei arrivato con un po’ di fatica agli ottavi, ti è toccata una delle avversarie più forti del pianeta, in testa alla premiership e iperattrezzata per vincere tutto; all’andata, in casa, hai vinto due a uno, risultato che da un lato ti consente di giocare per due risultati su tre e dall’altro consente agli avversari di passare il turno anche con un semplice uno a zero; in settimana succede un casino con uno dei tuoi giocatori più talentuosi e in forma, un ragazzo fortissimo ma stupido, e devi metterlo fuori rosa; la stampa italiana, che ce l’ha con te perché sei arrogante e antipatico, ti mette già sulla graticola, non aspettando altro che la tua eliminazione.
In questo contesto gli avversari si presentano con una bella formazione d’attacco, con due esterni di spinta, due punte e due centrocampisti offensivi; lo stadio, il tuo vecchio stadio, è pieno come un uovo; l’atmosfera è quella delle grandi notti. Il mister degli avversari, guarda caso un italiano, non chiede altro dalla vita di dimostrare che la nuova corrente di tecnici del Bel Paese, Capello, Zola, Mancini, è veramente la migliore del mondo e che la scelta del magnate russo di buttarti via e, dopo un intervallo, di prendere lui è stata felicissima.
Tutti si aspettano che tu faccia una bella formazione di contenimento e che cerchi di vendere cara la pelle, attaccato con le unghie e coi denti al golletto di vantaggio che hai, affidandoti a qualche sporadico contropiede: una punta e un sacco di centrocampisti, palla lunga e pedalare.
E invece no; perché tu sarai sì arrogante, supponente e antipatico, ma hai le palle: e le tiri fuori, presentando tre punte tre e un centrocampista offensivo che è quasi una quarta punta, più due esterni che si chiamano Zanetti e Maicon che tutto sono tranne che difensivi. E vinci la partita, anzi la stravinci; e tifosi amici e avversari ti osannano, e la stampa diventa viola e salta al volo sul tuo carro, secondo l’uso.
Che effetto ha fatto al tifoso del Napoli assistere a Chelsea – Inter di ieri sera? A parte la sana invidia e il chiedersi se arriverà prima il Napoli ai quarti di Champions o la metropolitana a piazza Municipio, infatti, il tifoso si domanda: ma è proprio impossibile, giocare col tridente più Hamsik?
Se per esempio si ripensasse la difesa, rinunciando ai tre centrali che vanno puntualmente in sofferenza quando la seconda punta avversaria si piazza tra le linee? Se la si schierasse a quattro, con Maggio nei panni di Maicon, Aronica (o chi per lui) in quelli di Zanetti e due tra Cannavaro, Rinaudo, Campagnaro e Grava al centro? Hamsik potrebbe fare lo Sneijder, a supporto di Lavezzi – Pandev e Quagliarella – Eto’o, larghi per trovare spazio attorno alla sponda Denis – Milito.
Mi rendo conto: a vedere i nomi accostati, uno capisce perché l’Inter vince ogni anno lo scudetto e il Napoli bordeggia tra settimo e ottavo posto. Ma provarci, a giocarsela di tanto in tanto, non sarebbe male; anche perché non è il Chelsea di Drogba, Ballack e Lampard quello che ci ha battuto, ma il Bologna di Adailton e Buscè.
Una squadra e un allenatore sono forti se hanno la forza e il coraggio di cambiare. Al Napoli di Mazzarri, ripetitivo e limitato, gli avversari hanno ormai preso le misure; è ora di tentare nuove strade, per cercare una imprevedibilità che possa giovarsi degli uomini che abbiamo. Anche perché peggio di come sono andate le ultime partite, mi pare difficile che possa andare.
 
Maurizio de Giovanni

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©

Correlati

26/10/2007, 10:10

STATALI IN PIAZZA A ROMA