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LA TATTICA

La Partita alla lavagna


La Partita alla lavagna
20/03/2010, 17:03

Il Milan è squadra esperta e “consumata”. La qualità del palleggio e la velocità degli esterni i punti di forza dell’undici guidato dall’audace Leonardo.

 Non lasciateli giocare come sanno. Questo il segreto per affrontare questo Milan-fantasia. Una squadra che conosce un solo modo di sviluppare gioco. Palleggio svelto, appoggio delle punte e palla corta per gli esterni che giocano prevalentemente senza palla. La manovra nasce in mediana, con Pirlo fine dicitore e Seedorf a metterci tecnica e forza fisica. Il regista della Nazionale di Lippi è il primo punto di riferimento quando c’è da far partire l’azione. L’olandese, invece è il grimaldello, l’elemento che prende palla alle spalle dei mediani avversari. Il target? Facile, facile: verticalizzare per il cecchino Inzaghi (favorito sul convalescente Borriello), cercare profondità per il baby fenomeno Pato o rimettere le sorti della contesa all’infinito talento del redivivo Dinho. Il brasiliano dai piedi dorati s’accentra spesso, liberando lo spazio per il Zambrotta (o l’Antonini di turno), laddove la fisicità di Ambrosini e le accelerazioni di Abate s’inseriscono a supporto del mortifero Pato. Ai due centrali di difesa (Tiago Silva e Favalli) l’arduo compito di tenere alta la terza linea e corta l’intera squadra. Insomma, una macchina che sa far male. Come evitare l’urto? Beh, anzitutto, sarà fondamentale fare densità in mezzo al campo, tenendo 5/6 elementi (una delle due punte a sacrifico) in costante pressing sugli “albori” della manovra rossonera. Il 4-4-2 di Mazzarri potrebbe rishiedere un super lavoro anche ad uno dei due esterni di difesa, che dovrà esser bravo a fare da elastico. Poi? Occhio all’organizzazione del fuorigioco. La scarsa abitudine dei difensori azzurri ad una linea a 4 potrebbe creare i medesimi scompensi manifestati nella gara d’andata (unica occasione in cui Mazzarri ha abbandonato la composizione a tre). Saranno fondamentali le posizioni di Gargano e Pazienza (o Cigarini?). Il resto lo faranno gli stimoli e l’atteggiamento. Guai a tenersi troppo bassi. Un’eccessiva passività potrebbe costare molto cara. Insomma…Mourinho docet. Perché non provarci con audacia?

 

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di Pensiero Azzurro
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