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LA TATTICA

La partita alla lavagna


La partita alla lavagna
25/09/2010, 12:09

Sfida all'ora di pranzo tra il Cesena di Ficcadenti, una delle rivelazioni di questo inizio campionato e l'altalenante Napoli di Walter Mazzarri. Le due squadre, nonostante siano messe in campo con due moduli tattici differenti, non sono poi così diverse. Entrambi gli undici infatti fanno della corsa e della esplosività la loro arma migliore. Bravissimo nelle ripartenze, il Cesena, così come il Napoli, ama colpire in contropiede e da il suo massimo quando riesce a fare la partita mantenendo un ritmo di gioco molto alto, Roma e soprattutto Milan ne sanno qualcosa. Ficcadenti schiera i suoi uomini con un 4-3-3 nel quale i tre giocatori offensivi, una sola vera punta di ruolo, si muovono in maniera molto simile ai tre giocatori d'attacco azzurri. Il tridente bianconero infatti, composto da una punta centrale, Bogdani, e due esterni molto veloci, Schelotto e Giaccherini, si muove velocemente cercando di non dare punti di riferimento agli avversari. Schelotto a destra e Giaccherini a sinistra, un pò come Hamsik e Lavezzi, in fase di non possesso palla aiutano il centrocampo a recuperare palloni per poi ripartire. Anche l'ariete Bogdani, così come Cavani, torna spesso indietro sino alla linea mediana per dare una mano ai suoi compagni. Con tre punte, di cui due molto larghe, il Cesena gioca sempre il pallone sulle fasce allargando il gioco per favorire così gli inserimenti degli uomini di centrocampo e anche dei due terzini, Nagatomo a sinistra e Ceccarelli a destra. Il centrocampo bianconero, composto da Colucci, Appiah e Parolo, giocatori bravissimi a recuperare palloni ma molto abili anche nell'impostare l'azione, in fase di copertura si trasforma in un centrocampo a 5 grazie ai movimenti dei due esterni offensivi. Questo potrebbe essere un problema per gli azzurri che si ritroverebbero così con un uomo in meno in mezzo al campo. In questo caso diventano importantissimi i movimenti in copertura di Hamsik a sinistra e Lavezzi a destra che, facendo lo stesso lavoro degli esterni bianconeri, aiuterebbero il centrocampo azzurro a non andare in sofferenza. Mazzarri, così come lo scorso campionato contro il Milan, trovandosi di fronte una squadra con tre punte potrebbe essere tentato dall'abbandonare il classico schema con 3 centrali per schierare una difesa a 4. Le premesse per dar vita ad uno scontro molto combattuto, soprattutto sul piano atletico, ci sono tutte. Il Napoli però, se non ha cali dal punto di vista atletico, è dotato di un tasso tecnico nettamente maggiore rispetto al Cesena che dovrebbe permettergli di gestire e fare sua la partita. 

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di Marco Marino
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