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LA TATTICA

La partita alla lavagna


La partita alla lavagna
02/10/2010, 12:10

Un solo obiettivo: vincere. Vincere per permettere al Napoli di De Laurentiis di battere la Roma per la prima volta e a Mazzarri di conquistare il suo primo successo contro Claudio Ranieri.
L'allenatore romano dovrebbe cambiare ancora una volta modulo: probabile un ritorno al 4-3-1-2 al posto del vittorioso 4-4-2 usato contro l'Inter.
Mazzarri invece conferma il 3-4-2-1. Ancora in dubbio il rientro in difesa di Paolo Cannavaro, sicuro invece quello di Pazienza, Hamsik e Lavezzi dal primo minuto.
Gli azzurri dovranno fare molta attenzione soprattutto ai tre giallorossi davanti, Menez, Totti(o Vucinic) e Borriello con i primi due molto abili nel cambiarsi di posizione non dando punti di riferimento ai difensori e il napoletano molto bravo sia nel cercare la profondità che nel creare spazi per gli inserimenti dei compagni. Occhio quindi a Brighi, candidato a prendere il posto di Perrotta in mezzo al campo e De Rossi, abile tiratore dalla distanza e autore molto spesso di grandi partite contro gli azzurri. Il vero fulcro del gioco romano è però Pizarro. Tutte le azioni giallorosse infatti passano tra i suoi piedi. Mettere un azzurro in marcatura a uomo sul cileno potrebbe essere molto importante per bloccare la principale fonte di gioco giallorossa. In fase di non possesso palla invece, il francese Menez si abbassa spesso sulla linea dei centrocampisti permettendo così a De Rossi di fungere da schermo davanti alla difesa.
Il Napoli dovrà essere abile nel fare il suo gioco aggressivo e pressare alto senza rischiare di essere colpito in contropiede. Totti e Pizarro infatti sono capaci di tagliare il campo con un solo passaggio verso l'ariete Borriello.
In fase di non possesso palla da parte degli azzurri diventa quindi fondamentale il ripiegamento di Hamsik e Lavezzi sulla linea mediana per permettere così al Napoli di avere superiorità numerica a centrocampo.
Si prospetta molto avvincente il duello sulle due fasce. Da una parte Riise e Maggio, entrambi in un periodo non brillante, dall'altra Dossena e Cassetti. Proprie le fasce, visto il valore tecnico e la forza fisica del centrocampo romano, potrebbero essere l'arma in più del Napoli.  

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di Marco Marino
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