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SCRIVE ANTONIO CORBO

"La primavera ci dirà la verità sul Napoli"


'La primavera ci dirà la verità sul Napoli'
21/03/2012, 11:03

Comincia una primavera pazza come una rimonta. Può portare il Napoli lontano: se si qualifica stasera, il 20 maggio si gioca all’Olimpico di Roma la Coppa Italia, se la vince va alla sfida milionaria di Pechino con i campioni d’Italia 2012. Non solo.
Ha preso nove gol in sette giorni, aspetta trafelato le comparse del Siena. Con i pensieri in disordine, corre ancora per il terzo posto, quindi per tornare in Champions. In poco più di due mesi, si gioca tutto: sarà un flop o un’altra delle sue imprese? Si coglie l’immagine dei suoi finali strappacuore: quando sul filo dei nervi e dei rimorsi ribalta le partite, il brivido è il suo mestiere, sarà così da stasera a maggio?

Ha campioni e mezzi per uno spettacolare recupero di prestigio e punti. Ma si avverte una insidiosa atmosfera di cose sospese. La squadra ha alcuni conti aperti. Sono almeno tre i buoni motivi per impegnarsi allo stremo e chiuderli.

1) Il mercato. Il Napoli è andato fino agli ottavi di Champions con la squadra dell’estate 2009, come ha ricordato De Laurentiis con inverosimili elogi a Marino. Voleva solo riprendersi i suoi meriti con un contorto giro di nomi e parole. Si è elevato a rango di campione solo Edinson Cavani, acquisto personale del presidente. Un altro si avvicina alla sua quotazione non certo bassa: Inler. L’altro centrocampista Dzemaili è ancora in concorrenza con Gargano, recuperato quando aveva già le valige all’aeroporto. Britos è guarito ma i 9 milioni pagati a uruguaiani e Bologna meritano una conferma sul campo. Calma, non è finita. Anzi può davvero essere la primavera di Inler, Dzemaili e Britos?

2) La difesa prende troppi gol. Il 34 enne Aronica è un ostacolo invalicabile per i giovani: lo spagnolo Victor Ruiz rimandato in patria, Fideleff si distingue in tv, seduto in panchina, solo per i capelli biondi e ricci. Fernandez, due gol di testa a Monaco, è stato appena definito «acerbo», ecco perché non fu inserito contro il Chelsea che di testa ha vinto. Campagnaro, 32 anni, è inamovibile, anche se vede troppi palloni passargli sotto il naso. Questa difesa ha da stasera la grande possibilità di certificare la legittimità delle scelte, niente è perduto, andiamo a vedere.

3) Il guasto tattico. Mazzarri è spesso criticato per l’ostinata conferma di difensori stagionati e la formula nota a tutti. Anche stasera il Siena si mette a specchio. Ma uno studio coinvolge tutta la squadra nel pesante passivo. Il problema è altrove. Nei 44 gol presi tra campionato e coppe c’è una macchia: 17 sono opera di difensori e mediani arrivati sotto porta senza essere visti né marcati. Non scattano i meccanismi di chiusura a centrocampo. Dei 17, ben nove sulla fascia sinistra: Zuniga e Dossena a turno sono certi di aver vigilato bene e indovinato le diagonali difensive? Gli altri 8 inserimenti dal centro e dalla destra, tra i più sfortunati Campagnaro. Sette gol su palle inattive. Rivedendo tutte le azioni al computer, si ottiene il check-up per indovinare il male oscuro del Napoli.

C’è tempo per scoprire la verità e rimediare. Comunque vada, sarà un successo per il Siena. Ha vinto la gara di andata con giocatori di seconda fila. Se Mazzarri ha coniato il neologismo dei “titolarissimi”, Sannino ha il garbo di non dire che stasera libera le “riservissime”. Gli fa onore, ma anche simpatia l’orgoglio nel ricordare le sue origini campane: nella fuga dei cervelli, non dimenticate questo allenatore tenace e pacato salito in A dal nord, un itinerario difficile che lo ha anche temprato. È stata evitata per motivi di opportunità la premiazione sul campo stasera. Né fischi né applausi. Sannino e il sindaco di Ottaviano Iervolino l’hanno anticipata a ieri nella sede istituzionale e più discreta: il Comune vesuviano. Era la tesi di Eddy Monetti, lo stilista dirigente negli anni di Diego. «Eleganti si nasce».
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”
PdM

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di Redazione
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