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Al circuito di Siena

La squadra “Flowers” vince la “3 ore rok endurance” al circuito di Siena


La squadra “Flowers” vince la “3 ore rok endurance” al circuito di Siena
16/02/2009, 08:02

bella manifestazione con un buon numero di piloti suddivisi in 10 equipaggi, e la presenza di diversi top drivers e personaggi dell’automobilismo, ha contraddistinto la seconda edizione di una riuscita “3 Ore Rok Endurance” disputata il 14 e 15 febbraio al “Circuito di Siena” di Castelnuovo Berardenga.
Il successo finale, dopo una “maratona” lunga 220 giri del rinnovato tracciato senese di 1.037 metri, è andato alla squadra “Flowers” capitanata da Giacomo Fiorini e Andrea Farsetti alla guida del kart Pcr n. 3.
A un giro di distacco si è classificato l’equipaggio “Promotor Sport” (n. 4 - Tony Kart) di Antonio Bosi, Andrea Spada e Emanuele Fabrizzi.
Il terzo gradino del podio, con 4 giri di ritardo, è stato appannaggio di “Extreme 2” (n. 8 - Tony Kart) con Federica Scarselli e Pierpaolo Dell’Innocenti, unitamente a Desiderato Hudorovich, pilota disabile, che ha gareggiato con il proprio Tony Kart personale con il quale ha potuto contribuire in maniera determinante al successo della sua squadra.
Fra i personaggi di spicco dell’automobilismo, una buona concentrazione era inserita nella squadra “G-Force Racing”, con la presenza di Ivan Capelli, in questi ultimi anni commentatore tecnico dei Gran Premi F1 per la RAI, occasionalmente in questa gara karting insieme a Gianfranco Fantuzzi, attuale team manager della Toro Rosso in F1 ed ex ingegnere di pista della Ferrari F1 di Ivan Capelli nel 1992, oltre a Jules Bianchi, grande kartista di valore internazionale e oggi impegnato nell’Europeo di Formula 3. Nelle vesti di team manager della “G-Force Racing” si è improvvisato il medico della Toyota F1 Riccardo Ceccarelli, che in questa occasione ha dovuto rinunciare alla tuta da pilota per i postumi di una influenza. Purtroppo la gara di questa squadra VIP (n. 1 - Maranello), dopo un avvio al fulmicotone, è stata condizionata da una errata scelta di tempi nei rifornimenti che ha comportato la perdita di almeno 10 giri, altrimenti Capelli & C. avrebbero potuto agevolmente lottare per il podio e comunque far certamente meglio del loro 8. posto finale.
Un inconveniente tecnico ha fermato invece Gabriele Lancieri, neo campione italiano GT, che ha corso insieme a Davide e Elio Agnoli nella squadra “Tre Ottica Plan Racing” (n. 2 - Tony Kart), concludendo in classifica finale in 7. posizione.
Nella graduatoria generale ha concluso al 4. posto “Extreme 1 Amici Miei Atto II” (Marco Quintadamo, Lorenzo Vailati, Marco Natale) dopo aver occupato la seconda posizione a metà gara, mentre “Natural Salumi” (Matteo Saragoni, Mauro Malafronte, Andrea Ravaglia, Luca Callegati) è terminata al 5. posto mettendo a segno un bel recupero nella seconda parte di gara. La squadra “3D Kart” (Gianni Ceccarelli, Vincenzo Tabarrini, Giulio Morra Moretti, Giampiero Galli, Andrea Fabiani) si è piazzata al 6. posto.
Chiudono la classifica, in nona posizione la squadra “Patumi” (Walter Patumi, Marco Temperini, Marcello Saioni), e in decima posizione la squadra “Panarea Gruppo De Poi” (Angelo De Poi, Patrizia Guerrieri, Giovanni Caputo).
 
La classifica finale della “3 Ore Rok Endurance”:
Pos. - N. di gara – Squadra
Distanza
Giro Veloce – N. giro
1.       (3) Flowers  
220 giri in 3h00’15”
45”09 – 121
2.       (4) Promotor Sport
219 giri
45”38 – 28
3.       (8) Extreme 2
216 giri
45”35 – 71
4.       (7) Extreme 1 Amici Miei Atto II
213 giri
44”71 – 10
5.       (5) Natural Salumi
212 giri
45“81 – 154
6.       (10) 3D Kart
211 giri
46”05 – 104
7.       (2) Tre Ottica Plan Racing
206 giri
45”29 – 71
8.       (1) G-Force Racing
204 giri
44”78 – 15
9.       (9) Patumi
200 giri
46”75 – 145
10.   (6) Panarea Gruppo De Poi
193 giri
47”35 – 124
 
 
 
Ivan Capelli: “In F1 assisteremo a qualche sorpresa…”
 
 “Sono tornato volentieri alla guida di un kart – ci ha confidato Ivan Capelli quando si è presentato al Circuito di Siena per affrontare la “3 Ore Rok Endurance – perché il go-kart è stata la mia prima passione che non dimenticherò mai. Ci ho passato i miei primi 4 anni di attività sportiva, mi sono “sporcato le mani” come tutti all’inizio per poter imparare anche a lavorarci. Quando sento anche soltanto l’odore che si respira nel paddock del go-kart, mi sembra di tornare indietro di 30 trent’anni. Questa è la realtà. Ci si diverte. Purtroppo sono un po’ “arrugginito”, devo togliermi un po’ di polvere. Per questa occasione mi ha invitato il mio amico Fantuzzi, mio ex ingegnere di pista della Ferrari F1 nel 1992, e così ci ho voluto riprovare dopo essere risalito su un kart solamente quattro anni fa a Parma”.
 
Quali risultati hai ottenuto nel karting?
 “Il primo anno, era il 1978, ho vinto il Campionato Italiano della Cadetti alla Pista d’Oro di Roma, poi sono arrivato secondo con la squadra italiana del Campionato Europeo a Squadre. Ho disputato vari Mondiali dove sono arrivato sempre fra i primi dieci, ma purtroppo non ho avuto la fortuna di riuscire a salire sul gradino più alto del podio, anche perché in quegli anni c’erano piloti tipo Ayrton Senna, Fullerton, Mike Wilson, quindi era un po’ difficile… vincere, ma è stata una bella scuola”.
 
Raccontaci del tuo debutto in karting.
“Ho debuttato nell’allora categoria della Cadetti, una categoria monomarca propedeutica per giovanissimi, dove su 24 gare ne ho vinte 16, oltre alla finale dell’Italiano alla Pista d’Oro. Il telaio era un Birel, motore Parilla, gomme Karllisle. I pneumatici venivano dall’America, erano durissimi, il ferro è forse più morbido. Sembravano di… cemento armato, però è stato molto bello e soprattutto istruttivo”.
 
Cambiando argomento, ci vuoi dare il tuo punto di vista su questa nuova stagione di Formula 1 che sta per iniziare?
 “Direi che i cambiamenti attuati sono importanti, ce ne sono tanti, per cui l’incognita è veramente ampia. Tutte le squadre adesso stanno misurandosi su cosa effettivamente vale o meno, se il kers o l’ala che si modifica davanti nell’altezza. Io confido molto sul ritorno alle gomme slick, che sicuramente sono gomme più appropriate nel mondo delle corse. Infine sono fiducioso sul fatto che ci sia più grip meccanico generale sulla macchina, e meno aerodinamica. Questo vuol dire che i piloti dovranno essere più attenti e cercare di avere delle strategie diverse di guida. Confido che queste cose possano dare veramente spettacolo e far sì che l’uomo ritorni ad essere più importante del mezzo”.
 
Il tuo pronostico?
“Ovviamente i nomi noti sono sempre quelli… Mac Laren, Ferrari, però con i nuovi regolamenti potremmo trovare degli outsiders seri, per esempio Wlliams piuttosto che Toyota. La Renault non mi sembra sia partita con il piede perfetto. Fernando Alonso è bravo in ogni caso a gestire la squadra perché è un grande manager di meccanici, di ingegneri, di soluzioni tecniche, oltreché ottimo pilota, per cui sarà interessante vedere quali saranno i valori in campo alla prima gara. Potrebbero essere delle belle sorprese. La Formula 1 ha bisogno di avere un certo sconvolgimento di equilibri”.
 
Per concludere, qual è l’importanza del karting per la crescita agonistica di un pilota?
“E’ fondamentale, perché quando si è ragazzini, praticamente c’è come un foglio bianco, e ogni giro è un “file” di una memoria di quello che ti è successo che vai ad aggiungere alla tua esperienza. Siccome il karting, come sappiamo, è immediato, nel senso che è un mezzo talmente vero che ti rimane tutto, è un bagaglio di esperienza che ti porti dietro per tutta la vita, e ogni volta vai a prendere qualcosa che ti interessa che ti risolve i problemi anche nelle categorie superiori. Quindi lo ritengo parte fondamentale della crescita di un pilota”.    

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di Redazione
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