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PAROLE DI FUOCO

La "stecca" dei tenori


La 'stecca' dei tenori
04/07/2011, 10:07

C'è poco da fare. La maturità è qualcosa di astratto. Non esiste una data, un momento preciso in cui si supera la fase di crescita. In campo, come nella vita, si è acerbi o maturi a seconda dei momenti. Sono le singole occasioni che fanno capire quanto carattere e personalità si è accumulato nel proprio bagaglio tecnico, e quanta differenza può fare. E spesso accade che le gambe raccontino una cosa diversa di quello che è la mente.

PICCOLI GIA' GRANDI - Di Marek Hamsik si diceva fosse un talento maturo già all'età di 19 anni. Un veterano sbarbato che non aveva grilli per la testa, ma giocava un gran calcio. Questo l'identikit di un ragazzino sbarcato a Napoli nel 2007, e diventato in poco (pochissimo) tempo un pilastro della squadra azzurra. Cinque anni dopo, a 24anni, Hamsik è forse un giocatore unico nel suo ruolo. Stimato e sognato dai più grandi club del mondo, per lui disposti a fare follie. Maturità, sicurezza e stile in campo. Ma fuori, resta pur sempre un 24enne. Ancora sbarbato (i baffetti non incantano) e poco attento alle esternazioni sul suo futuro. Soprattutto...poco attento a chi gli gira intorno.

CALDO ARGENTINO
- Ezequiel Lavezzi di anni ne ha invece 26, e di maturità ne sta acquisendo a piccoli sorsi. Non è uno slovacco, ma un purosangue argentino. E già questo basta a sintetizzarne il carattere. Per lui la maturità nel campo, e sotto porta, è ancora in fase di perfezionamento. Vige un discorso diverso fuori dal rettangolo di gioco, dove di perfezione restano le briciole. Al primo caldo estivo, Lavezzi pare farsi cogliere da un irrefrenabile voglia di lasciare Napoli e la maglia azzurra. L'anno scorso la fuga improvvisa in Argentina. Quest'anno le prime interviste con la Seleccion, in cui ammette di sognare un grande club. Non certo le parole che i tifosi del Napoli si aspettavano. Di certo, quelle che sogna da anni il suo procuratore Alejandro Mazzoni, uno che non è mai piaciuto a De Laurentiis...

PER QUALCHE DOLLARO IN PIU' - Hamsik e Lavezzi grandi in campo, piccoli al di fuori, dunque. Loro che sul terreno di gioco portano a spasso intere difese avversarie, fuori dai ranghi appaiono come diligentemente pilotati da procuratori ed agenti a caccia di soldi e aumenti di stipendio. Utile sarebbe moderare le false voci e in prima persona chiarire le proprie posizioni (quello di Hamsik è tutt'altro che un chiarimento). Lasciar trasparire dubbi sulla propria volontà nel proseguire nel progetto Napoli è sintomo di poca intelligenza, oltre che di immaturità. Saranno anche grandi tenori, ma quando aprono bocca molto spesso steccano clamorosamente.

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di Salvatore Formisano
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