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IL CIUCCIO CHE VOLA

L'affresco


L'affresco
24/01/2011, 15:01

La signora Marianna, dal lunedì al sabato, è una donna che vive solo per la famiglia. Moglie, madre e nonna esemplare, nonché cuoca sopraffina. Ma la domenica si trasforma. Si trasforma in ultrà di quelli che si fanno il fegato amaro anche se la sua squadra del cuore pareggia fuori casa contro la prima in classifica! Quando le figlie, durante la settimana, danno forfait a pranzo o a cena per impegni di lavoro o con amici, lei ci rimane male, malissimo. Lei vorrebbe la famiglia sempre tutta intorno a lei. Ma la domenica questa unione è meno indispensabile degli altri giorni, anche perché a casa sua è l’unica alla quale interessa il calcio. Quando gioca il Napoli, le figlie possono anche sgattaiolare via di nascosto, la signora Marianna manco se ne accorge. Il contrappello, al limite, si fa dopo il 95’, e dopo l’intervista a Mazzarri e al presidente. Oggi il Napoli è impegnato a Bari, contro l’ultima in classifica. La signora Marianna ha cucinato le orecchiette con le cime di rapa. E’ una sorta di scaramanzia sportivo-gastronomica: quando il Napoli gioca con il Parma fa la parmigiana, quando gioca con il Genoa fa la genovese (anche se, in realtà, queste pietanze sono tipicamente napoletane) e quando gioca con le pugliesi cucina le cime di rapa. Inizialmente, nella pentola, mette giusto undici cime di rapa, poi ne aggiunge per scrupolo altre tre. Non si sa mai, qualche sostituzione…

La domenica si mangia sempre più tardi nelle case napoletane.

Ore 15.00 palla al centro. Le orecchiette sono sul fuoco e, in una pentola a parte, ci sono le cime di rapa.

Nei primi cinque minuti, prima Lavezzi e poi Hamsik tagliano la difesa barese come il pane, ma sia il primo che il secondo si fanno cadere il companatico al momento del morso più saporito. La signora Marianna aggiunge alle cime di rapa un po’ di peperoncino. Intanto i tifosi baresi, impauriti dal ritmo che solitamente gli azzurri imprimono alle gare, cercano di far addormentare la partita con dei cori che conciliano notevolmente il sonno. 

11’ Grande triangolo Maggio – Gargano – Maggio, l’esterno azzurro è ritornato quello dei bei tempi, ma il portiere tascabile si allunga e gli nega la meritata soddisfazione del goal.

17’ A Bari fa freddo, Sosa chiede un pleid al magazziniere e se lo appoggia sulle gambe. Poco dopo si appisola, e appoggia la testa sulla spalla di Yebda.

19’ Il pubblico barese continua ad intonare una ninna nanna scritta da un incantatore di serpenti indiano e Zuniga comincia a dribblarsi nel sonno, come un funambolo sonnambulo. Il colombiano sogna di dribblare tutti e undici i calciatori avversari, più tre compagni, poi dopo aver dribblato il fotografo a bordo campo, torna indietro emulando un’azione del grande Garrincha, tenta di dribblarsi due volte da solo, ma al terzo tentativo si ferma in tackle. Manco nei sogni il volenteroso esterno - che passa dalla destra alla sinistra con nonchalance pari a quella di Buttiglione – riesce a concludere un’azione degna di tal nome.  

21’ Cavani recupera il terzo pallone in difesa, ma l’uruguaiano non sembra avere lo smalto delle giornate in cui si esibisce in coast to coast fantascientifici.

24’ Gargano, dalla distanza, si esibisce in un tiro alla viva il parroco e colpisce un sacrestano barese in curva, che impreca nel suo dialetto incomprensibile. Le orecchiette intanto sono pronte e le cime di rapa pure sono cotte….  

27’ Belmonte rifila una sportellata a Lavezzi in area, ma i cori del pubblico barese hanno ipnotizzato anche l’arbitro, che si è addormentato in braccio al quarto uomo, che neppure vede nulla. Lungi da noi assumere la difesa di Ventura, teorico del retropassaggio scientifico, ma il poveraccio ha già dovuto subire supinamente la cessione dei pochi calciatori buoni che aveva l’anno scorso, ha già dovuto metabolizzare il lungo infortunio dell’unico attaccante che segnava, se poi questi sono i cori con i quali il pubblico pugliese cerca di dare la spinta alla propria squadra, il destino dei galletti appare più che segnato. 

29’ Cribari, in panchina, dall’I-phone si collega al sito della gazzetta, entra nella pagina del fantacalcio e si cede, sostituendosi con Spolli del Catania, che ha la stessa valutazione.

20’ La controfigura di Hamsik serve un assist per Lavezzi, che è l’unico azzurro che riesce a dribblare l’effetto ipnotico dei canti baresi. L’argentino fa scomparire un avversario con una finta, ma il suo tiro e deviato da un difensore. De Sanctis, intanto, dall’altra parte, segue un corso di uncinetto per confezionarsi un paio di mutande di lana.

25’ San Nicola di Bari confabula con San Gennaro, cercando di accordarsi per un pareggio. Ma prima che l’ufficio indagini apre un inchiesta, il santo azzurro rifiuta energicamente la proposta di combine.

31’ Tiro dalla distanza di Campagnaro, che realizza la seconda mèta. La signora Marianna si chiede se non sarebbe il caso che centrocampisti e difensori azzurri rinunciassero a priori a tirare in porta da distanze superiori ai due metri.

32’ Lavezzi, che oggi corre anche per Hamsik e Cavani, serve Gargano, che tira in porta e scatarra contemporaneamente, con tutte le conseguenze del caso. La moglie dell’uruguaiano, da casa, pensa che sia giunta l’ora che la sua metà impari a fare la lavatrice.

33’Hamsik, che è al di là di tutti i difensori del Bari, colpisce il legno di testa ad un millimetro dalla linea di porta, eguagliando un vecchio record di Cribari, che pure sembrava imbattibile. La bandierina alzata dal segnalinee rincuora lo slovacco, che ancora stava sfottendo il compagno.

35’ Contropiede quasi micidiale del Napoli. Cavani lancia Lavezzi verso la porta, che prende una gomitata in faccia da Pulzetti, che era ultimo uomo. Mazzoleni non se la sente di sparare sulla croce biancorossa e non espelle il barese.

Dopo tre minuti di spintoni, il Napoli batte la punizione dal limite, Gargano serve Cavani che chiama uno schema che siamo assolutamente certi sia frutto di ore e ore di allenamento. Il tiro cross dell’uruguaiano in area viene deviato con un magico colpo di tacco da Lavezzi e, in quello stesso istante, in conseguenza e per l’effetto di un istinto incontrollabile, il piatto con le orecchiette e le cime di rapa della signora Marianna si stampa sul muro di fronte, scivolando lentamente sul pavimento, lasciando sulla parete un ricordo quasi indelebile. Un olio su muro, da far invidia ai migliori maestri... macchiaioli.  

45’ Zuniga tenta di perfezionare la propria tecnica dell’auto-dribblig. Un difensore avversario lo osserva immobile, già consapevole dell’epilogo dell’azione. Il barese Rivas, che si riscalda a  bordo campo, si butta a terra e scoppia a ridere.

46’ Cannavaro, Campagnaro e Aronica giocano a tressette con il morto, nella propria metà campo. Intanto il medico legale fa l’autopsia al povero Kutuzov, spentosi prematuramente senza vedere un pallone. In verità non si rinviene né il corpo né le frattaglie dell’attaccante pugliese, ma qualcuno assume fosse bio-degradabile.

47’ Retropassaggio di Pulzetti al portiere da circa ottanta metri, il mediano barese entra di diritto nel guinness dei primati!

Hamsik è evidentemente stanco, Mazzarri pensa ad un cambio con Sosa, che però dorme beato e al tecnico toscano sembra un delitto svegliare l’argentino. Yebda e Santacroce gli rimboccano le coperte prima di scendere negli spogliatoi.

Inizia il secondo tempo.

Ventura mette dentro Almiron, accostato al Napoli da radiomercato, e Okaka, giovane molto promettente che giammai potrebbe però giocare in una piazza come Napoli, per la proverbiale ironia dei partenopei, che accompagnerebbero ogni eventuale errore dell’attaccante ex romanista con inevitabili battute legate al cognome dello stesso.  

50’ Alvarez, nel mentre si accinge a battere un corner, scatarra in mondovisione. La regia non si perde nessuno di questi gesti tecnici poco igienici.

54’ Intervento quasi chirurgico di Glik sulla caviglia di Gargano. Punizione dal limite. Parisi protesta con l’arbitro, che lo osserva in silenzio, dopodiché gli fa notare di essersi dimenticato di togliersi il pigiama. Lavezzi, tira dal limite e dimostra, ancora una volta, che il Napoli avrebbe bisogno di uno specialista in materia.

60’ De Sanctis, intanto, ha appena superato il decimo livello di Goku alla playstation. Cannavaro, rifilando l’ennesimo asso di bastone ad Aronica, vince l’ennesima partita a tressette a perdere.

62’ Rudolf, con un tiro dalla distanza, tenta di sorprendere De Sanctis, che – dopo aver superato tutti i livelli di Goku - aveva iniziato a giocare a Tekken III.

65’ La signora Marianna intanto frigge le polpette. Le sue polpette della domenica sono imbattute da anni. E, nonostante il criterio poco scientifico legato al rito delle polpette, lei puntualmente vi ricorre in occasione delle gare importanti.

66’ Parisi dà una manata in faccia a Maggio in corsa. Il difensore pugliese, già ammonito, colleziona il secondo giallo, si sfila maglietta e pantaloncino e, rimasto in pigiama, si ritira negli spogliatoi sognando tempi migliori.

72’ Giunge a Castelvolturno, a mezzo fax, il certificato medico di Cavani, che si è messo a Cassa Mutua. Ogni tanto si può concedere al ragazzo un meritatissimo turno di riposo.

73’ Speedy Gonzales parte in contropiede, il sosia di Cavani è solissimo, gli azzurri sono in superiorità numerica, ma il mediano in miniatura, con tutto il campo a disposizione, riesce a colpire l’unico difensore barese rimasto nella metà campo pugliese. Non era assolutamente facile.

74’ Okaka va a sbattere contro il muro. Campagnaro sghignazza, ma è assolutamente inquietante quando mostra la sua dentiera azzurra.

80’ Zuniga supera tre difensori in dribbling, ma il terzo è lui e riesce a fermarsi con un ottimo intervento paradifensivo.

81’ Suona la sveglia di Sosa, che salta dal sonno e si sveglia con la ‘nziria. Esce Gargano che accenna ad una protesta, ma immediatamente spenta dal ruggito di Mazzarri. L’unico felice del cambio è Biscardi che da anni chiede la moviola in campo. In trenta secondi l’argentino sbaglia un passaggio e un tiro.

83’ Lavezzi, lanciato verso la porta avversaria, con un compagno libero a destra e uno a sinistra, fa l’unica cosa che non dovrebbe fare e si scontra con il povero Glik, che non sapeva da che parte spostarsi per farlo passare come aveva fatto fino a quel momento.

85’ Cross al centro di Sosa per Kareem Abdul Jabbar, che salta ma non ci arriva per un paio di metri.

87’ Lavezzi sulla sinistra brucia un paio di avversari in velocità, mette al centro un pallone per il sosia di Cavani. Il goal è apparentemente dei più facili, ma quanti attaccanti abbiamo visto negli ultimi anni con la maglia azzurra che erano capaci di sbagliare pure quello? In realtà, a parte l’abilità dell’uruguaiano nel correggere in porta al volo l’assist del compagno, va sottolineato che sono pochissimi gli attaccanti che riescono a stare al passo dell’argentino quando parte in contropiede. E il sosia di Cavani invece era lì. Anche lui è implacabile.

88’ De Sanctis telefona a Fassone per chiedergli se gli spetta comunque il gettone di presenza.

89’ Dumitru sostituisce Lavezzi, che esce tra gli applausi del pubblico di fede partenopea e della signora Marianna, che osserva la parete di fronte e riconosce la macchia di parmigiana, quella di matriciana, quella del sugo genovese, di quello bolognese, e tante altre e si chiede se è il caso di dare mandato ad un pittore per dare un’imbiancata, ma pensa che sia un vero delitto cancellare quell’affresco dalla parete, che a fine campionato potrebbe valere una vera fortuna.

E per mercoledì sera e per il prosieguo, la signora Marianna pensa di preparare una grande padellata di cotolette alla milanese.

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di Gianni Puca
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