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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Lavezzi come Diego: vuole riprendersi la vita"


'Lavezzi come Diego: vuole riprendersi la vita'
12/03/2012, 12:03

Lavezzi e stadio. Il Napoli vola verso la Champions lasciando due questioni aperte. Investono il suo futuro di grande club europeo. Come spesso accade nel calcio, sono ai confini del paradosso. Il fantasista, sei reti in 5 gare filate, gioca così bene da far temere che si sia messo in vendita. Sullo stadio è evidente l’equivoco tra sindaco e club. Sono spuntate a metà febbraio.

Il Paris Saint Germain ebbe almeno un contatto con Alejandro Mazzoni. L’agente di Lavezzi negli stessi giorni smentì l’acquisto di un alloggio a Milano. Certo, chi compra una casa prima di firmare il contratto con la nuova società? Ma la voce diffusa ad arte era uno squillo a Moratti: presidente, ci sei? L’Inter non replicò, Mazzoni riprese i contatti con Leonardo, il manager. Voleva un anno fa da allenatore Lavezzi all’Inter. Mazzoni ha buoni rapporti con De Laurentiis. Lo dimostrano due affari: Chavez e Vargas. La cordialità tra i due eviterà scontri anche stavolta. Come finirà? Da una parte c’è Lavezzi: ha in testa una squadra, una città, una nazione diversa. Dicono di lui: non farà torto a Napoli, se cambia va all’estero. L’affetto dei tifosi è travolgente. Asfissiante. Vuol riprendersi la vita. Come Diego, sognava una passeggiata nella Napoli più suggestiva, da sconosciuto.
Come Diego, per essere libero scelse a volte la notte. Come Diego, ha sfiorato personaggi e ambienti ad alto rischio. Gli allenamenti per rettificare la mira, la sua eccellente forma, il fluorescente impegno in campo, 8 gol ma sei nelle ultime 5 partite: tutto fa ora di Lavezzi il giocatore simbolo del Napoli, il più richiesto sul mercato europeo. In Francia e in Inghilterra, utili gli incontri con Manchester City e Chelsea. Dall’altra parte c’è la società. Il Napoli ha un contratto per altri tre anni. Una clausola consente una decisione unilaterale: può risolverlo Lavezzi se il nuovo club invia 31 milioni cash al Napoli.
De Laurentiis immagina che un giorno o l’altro gli si chiederà uno sconto sul riscatto o l’aumento dell’ingaggio. Ha la sua tattica, la migliore: il silenzio. Un Lavezzi che gioca come mai, un campione che è lo spot di se stesso, giova comunque al Napoli. C’è tempo per spiegare che i contratti si rispettano, senza tuttavia negare un piccolo ritocco. Se davvero Lavezzi vuol rimanere. Il Napoli può entrare giovedì nell’urna dei sorteggi di Lyon. Quarti di finale Champions. Quindi: uno dei primi otto club d’Europa. Possibile, con uno stadio senza tabellone e servizi adeguati? Di questo vuol discutere il Napoli. Uno stadio nuovo o un profondo restyling del San Paolo sono solo lodevoli esercizi di fantasia. In tempi di crisi mondiale, il calcio ha già una zavorra di debiti (un miliardo) e un futuro incerto. Sky è furibonda: paga 600 milioni al calcio ma subisce la concorrenza di Mediaset che ne versa 270. Ci saranno ancora fluviali introiti dalle tv? È allo studio intanto una legge ideata da Rocco Crimi e ripresa da Piero Gnudi sugli stadi. Le società possono costruirli in un’area da riqualificare con edilizia sociale senza troppi veti. Spingono Catania e Bologna, dopo Firenze e altre città. Il 24 febbraio De Launentiis, che ha un progetto stile Filadelfia, fu ricevuto da Gnudi al ministero. Il Napoli preferisce quindi attendere la legge. Potrebbe costruire uno stadio tutto suo, a costo zero. La legge consente il recupero degli investimenti con la vendita o il fitto dell’intera nuova area residenziale. De Magistris pensa a Ponticelli, De Laurentiis magari a un altro Comune con suoli disponibili. Perché il sindaco continua ad annunciare e non sapere, e il Napoli a tacere?
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”
PdM

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