Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

LO SCRIVE IL CORRIERE

Lavezzi e gli argentini, Napoli pare Buenos Aires


Lavezzi e gli argentini, Napoli pare Buenos Aires
05/09/2011, 19:09

Chi trova un amico ri­media un tesoro e Castelvoltur­no, d'incanto, è diventato un for­ziere, una miniera nella quale convivere appassionatamente, uno spicchio di Buenos Aires in cui lasciarsi andare, come in fa­miglia. Chi trova Lavezzi trova una stella: e da Chavez a Fernan­dez, da Fideleff a Santana, il nuovo corso sudamericano - ar­gentino, per dirla meglio - s'è im­mediatamente speso per quel talento naturale divenuto il par­tner ideale. Il filo azzurro che le­ga due terre nasce da lontano, da troppo lontano; e l'epicentro di quest'unione senza precedenti è chiaramente individuata in quel Dio senza eredi che ha trasfor­mato il san Paolo in un santuario, una basilica, una cattedrale lai­ca: prima di Diego, Pesaola e Si­vori; e dopo, al di là del buio e del Fallimento, il pocho, con quella carovana di connazionali che aiutano a rimuovere ogni ve­lo di nostalgia, che Lavezzi acco­glie come fanno i leader moder­ni, attraverso Twitter, offrendo il personale benvenuto in quella Napoli ormai sua. E allora: Cam­pagnaro, la scommessa Chavez, Fernandez, Fideleff, Santana ed ovviamente, sua maestà, l'erede - nel suo piccolo - al trono, a gui­dare una colonia con sei rappre­sentanti e che numericamente è seconda soltanto agli italiani. Perché Napoli offra sempre - e pure a palla ferma - il sapore di casa.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©