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LO SCRIVE LA GAZZETTA

Lavezzi si prepara per il "derby" con Palacio


Lavezzi si prepara per il 'derby' con Palacio
29/01/2012, 10:01

L'inizio di questa storia risale alla stagione 2003-2004. Ezequiel Lavezzi segue ogni giorno il fratello Diego che fa l'elettricista per imparare i rudimenti del mestiere, ma non ha abbandonato il sogno di diventare un giocatore professionista. Così, prova l'avventura nell'Estudiantes di Buenos Aires, squadra della Primera Metropolitana B, in pratica la serie C argentina. Il suo compagno d'attacco si chiama Carlos Colombo, oggi è il più fidato collaboratore del manager del Pocho, Alejandro Mazzoni: "Ero io che dovevo esplodere - racconta Colombo -, invece fu lui a segnare a raffica e ad imporsi all'attenzione di tutti gli osservatori". Tra questi, Renato Favero che lo segnala a Stefano Capozzucca, allora come oggi d.s. del Genoa. Preziosi ci mette un secondo ad innamorarsi di quel talento con il volto ancora da bambino ed i capelli lunghi. Tempo poche settimane ed Ezequiel Lavezzi è un giocatore del Genoa.

Gordo A Marassi arrivò però l'anno successivo, dopo un prestito al San Lorenzo. In Liguria fu accolto con curiosità il giorno della sua presentazione. A fargli da chioccia c'era Diego Milito. Ad insegnargli il napoletano Antonio Nocerino da Santa Lucia, quando si dice i segni del destino. Sulla panchina del Grifone sedeva Francesco Guidolin. Disse che quel ragazzo con il numero 77 era "gordo", cioè grasso, ed in ritiro gli fa vedere il campo con il contagocce. Qualche apparizione al fianco di Stellone e Zanini, altri due ex azzurri, e poi la retrocessione d'ufficio dei rossoblù in serie C per la vicenda Maldonado con una valigetta di troppo.

Andata e ritorno Lavezzi lascia l'Italia e teme di non rivederla più. "È il mio più grande rimpianto", dice ancora oggi Preziosi. Già, perché la carriera di Ezequiel prende una piega quasi inaspettata. Diventa una stella del San Lorenzo, vince il Clausura e, nel 2007, sbarca a Napoli. Due giornate di campionato gli bastano per far vedere di cosa sia capace: il primo gol lo realizza ad Udine, sulla panchina dei friulani è seduto Marino, che oggi il Pocho ritroverà alla guida del Genoa a Marassi. Una squadra ed uno stadio che ispirano le prodezze dell'argentino. Il 5 ottobre del 2008, infatti, ci mise appena 24 secondi per andare a segno contro i rossoblù (finì 3-2 per i liguri ndr): una rete che fu un mix di potenza, velocità e classe.

Perla Una perla che il Pocho intende replicare per rilanciare il Napoli in classifica e vincere il derby albiceleste con Palacio. Già, perché il genoano è il suo rivale per un posto nella Seleccion del c.t. Sabella che sarà spettatore interessato della partita. Un motivo in più per scrivere l'ennesima, esaltante pagina di questa storia infinita che lega Lavezzi, il Napoli ed il Genoa.

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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