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VINCONO LE MOTIVAZIONI

Lavezzi-Campagnaro-Hamisk, una rivincita per tre


Lavezzi-Campagnaro-Hamisk, una rivincita per tre
12/09/2011, 19:09

Sono stati i tre giocatori del Napoli più “chiacchierati” in questa lunga estate, ma hanno risposto sul campo alle voci, più o meno “nobili”, diffusesi sul loro conto. Lavezzi-Campagnaro-Hamisk, vedere per credere.
Il successo di Cesena porta una tripla firma che sa di rivalsa. Ognuno, a modo suo, aveva qualcosa da dimostrare, delle rivincite da prendersi. Lavezzi, innanzitutto, sul quale ne sono state dette di tutti i colori, del quale avevano criticato una corsetta mattutina in Sardegna (durante il periodo di “vacanze di lavoro” del Pocho) definendola “da pensionato”. Si era detto che faceva tardi e che si allenava senza impegno, che fosse più attento alle donne che alla sua professione. Lui, dal canto suo, aveva anche pensato di lasciare Napoli, forse. Invece no: è rimasto, si allena con costanza ed è tirato a lucido come non mai. Il suo gol in apertura di gara al Mannuzzi è figlio della sua scaltrezza, non v’è dubbio, ma anche di una condizione atletica più che buona.
La sfida coi romagnoli ha concesso una grossa rivincita anche ad Hugo Campagnaro, reduce da un’estate che avrebbe preferito definire “indimenticabile” per altri motivi. L’incidente causato dal difensore argentino, che costò la vita a tre persone (tra cui un suo caro amico), aveva rischiato di rovinargli la vita. “Assassino”, “arrestatelo”, scrivevano i manifestanti accorsi sotto il tribunale di Rio Cuarto, luogo in cui è avvenuto il processo a “El Toro”. Hugo, dopo aver trascorso un periodo nero, ha trovato un gol che gli dà finalmente un po’ di gioia. Una prodezza su di un campo di pallone, ovviamente, non può certo scacciare via tutti i pensieri, soprattutto dopo quanto successo a Campagnaro, ma è un primo passo verso il ritrovamento di una condizione psicologica, oltre che fisica, ottimale.
Neanche Marek Hamsik era a corto di motivazioni e lo si è visto subito: il suo impatto sulla gara è stato devastante, fin dai primi istanti. Marek deve dimostrare che il Milan è stato nulla più d’una tentazione estiva, come quelle che mettono alla prova i giovani che, seppur fidanzati, nelle loro serate in discoteca avvertono il richiamo della femminilità prorompente. Hamsik è rimasto fedele, dando un esempio di correttezza e lealtà, per poi lavorare duramente e, alla prima occasione, raccogliere i frutti di tanta serietà. Lui, d’altronde, ci ha abituati ad una maturità disarmante, che va ben oltre i limiti che gli imporrebbe la giovane età. Marechiaro è stato il solito: un campione umile che lotta con feroce determinazione. La fame non gli è certo passata e ce ne siamo accorti tutti.
Lavezzi-Campagnaro-Hamsik, come dire: le chiacchiere stanno a zero.

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di Pietroalessio di Majo
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