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LA TATTICA

Lazio-Napoli, la Partita alla lavagna


Lazio-Napoli, la Partita alla lavagna
02/04/2010, 18:04

E’ una Lazio camaleontica quella messa su da Edy Reja. Compattezza, aggressività e capacità di adattarsi all’avversario. Questa le armi della compagnie capitolina 

Squadre allo specchio. 3-5-2 contro, e non per caso. Edy Reja conserva buona memoria dei movimenti offensivi dei suoi ex allievi; sa bene come e quando colpire quel terzetto di difesa a lui tanto caro. Sui lati, Lichtesteiner e Kolarov assumono atteggiamenti molto diversi, che portano i biancocelesti a trasfigurare il primigenio atteggiamento tattico in un più prudente e sano 4-4-2. Molto importante sarà la capacità di sacrificio dei trequartisti Mauri e Zarate che oltre ad interferire sui costruttori di gioco partenopei, in particolare Gargano,  cercheranno di sorprendere la terza linea azzurra colpendoli senza palla. Insomma, il plot del generale Edy sembra chiaro: non concedere punti di riferimento ai marcatori napoletani, pressare almeno in tre i due centrali di centrocampo, costringerli al lancio lungo e togliere ossigeno ai palloni veloci serviti sullo scatto di Maggio e sulla profondità del Pocho. Difendere bene per ripartire…meglio. La Lazio, e questo il “furlan” lo sa bene, va in crisi se attaccata con più effettivi, soprattutto sul proprio fianco sinistro dove Kolarov, Radu e Ledesma potrebbero soffrire le giocate di Maggio, Hamsik e Lavezzi. Una squadra, quella del criticatissimo patron Lotito, che va messa sotto, in particolare dal punto di vista fisico e dell’intensità. La Lazio deve salvarsi, vede la luce ma è ancora lì, in piena bagarre. Potrebbe bastare anche un gol di svantaggio per mettere ansia ed angoscia ad un contendente ancora convalescente. Capita l’antifona?


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di Alessandro Caradolfo
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