Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

IL PENSIERO AZZURRO

Le occasioni perdute


Le occasioni perdute
26/04/2010, 10:04

All’inizio della stagione, e quasi sempre per tutto l’andamento del campionato, ci avremmo messo tutti una bella firma con lo svolazzo: il Napoli in Europa. Guardando le rose delle squadre che si presentavano ai nastri di partenza, a sembrare più forti ed equilibrate degli azzurri erano in tante: le milanesi, le romane, Fiorentina, naturalmente la Juventus, forse il Genoa e l’Udinese. Un punto interrogativo l’avremmo messo vicino al Palermo dei tanti giovani e alla Sampdoria, legata al pazzo talento di Cassano.
Poi le cose sono andate come sono andate, e man mano sono sparite dalla circolazione molte di queste annunciate protagoniste, falcidiate anche dal logorio delle partecipazioni alle coppe (cosa da tener presente); la Fiorentina, ad esempio, ma anche il Genoa. E luccicante come una pepita d’oro trovata per caso nel greto di un torrente, abbiamo intravisto la possibilità di abbrancare un’insperata partecipazione addirittura all’Europa che conta, quella con la musichetta prima della partita e gli occhi di tutto il mondo pallonaro addosso. Una vetrina incredibile per i nostri ragazzi, che avrebbero così potuto consacrarsi campioni assoluti e ambiti dalle migliori e più titolate compagini.
Invece, come una maledizione che ritorna ogni anno, col girone di ritorno abbiamo cominciato a buttare al vento l’occasione; e, quel che è peggio, proprio tra le mura amiche, davanti agli occhi luccicanti di rabbia del popolo azzurro che una volta accettava solo vittorie. Cinque pareggi, due sconfitte e la miseria di due sole vittorie al San Paolo nel girone di ritorno: undici punti su ventisette, e la Champions volata via verso lidi non molto più attrezzati; se alla fine a festeggiare dovesse essere il Palermo di Miccoli, Cavani, Liverani e Pastore ci sarebbe davvero da imprecare.
Che cosa è successo? E’ evidente anzitutto che la rosa, soprattutto dal centrocampo in avanti, è largamente insufficiente.
Pazienza e Gargano, splendidi per impegno e dedizione, non hanno piedi sufficienti a impostare il gioco nemmeno a breve distanza; Denis non può più dire di non aver avuto le sue occasioni, con la media di tre gol a partita divorati davanti al portiere; Bogliacino ha mostrato tutte le sue carenze tecniche, atletiche e psicologiche che lo rendono manifestamente inadatto a una squadra con ambizioni di alta classifica; Quagliarella e Lavezzi non hanno in canna un numero sufficiente di gol; Hamsik è un fuoriclasse che incide meno di altri nei momenti decisivi. Hoffer non pervenuto. Bene la difesa, obiettivamente attrezzata sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo, e gli esterni, anche se su Dossena, che arranca sovrappeso a quattro mesi dall’arrivo, è legittimo nutrire ancora qualche dubbio.
Questi dati, ormai evidenti e incontestabili, nulla tolgono al bel campionato che gli azzurri hanno comunque fatto, giacché a tre giornate dalla fine l’Europa non sembra essere più in discussione: ma danno anche precise e univoche indicazioni sulla programmazione che Mazzarri e Bigon dovranno proporre a De Laurentiis per l’anno prossimo, quando è ipotizzabile che Genoa, Fiorentina, Udinese, Lazio e compagnia non sbaglieranno nuovamente il campionato; e tenendo nella dovuta considerazione che i preliminari di Europa League, ai quali salvo stravolgimenti siamo destinati, avranno inizio solo una decina di giorni dopo la fine del Mondiale nei quali alcuni dei nostri si spera saranno impegnati.
La più grande occasione gettata, dilapidando tutti quei punti in casa, non è tanto la Champions quanto il quinto posto, che avrebbe consentito un comodo inizio dell’attività dopo metà agosto con un ritiro completato come si deve e con i campioni rientrati da meritate ancorché brevi vacanze; così invece bisognerà rafforzare e anche incrementare l’organico, per non perdere subito quanto così faticosamente guadagnato dopo tanta attesa.

Commenta Stampa
di Maurizio de Giovanni
Riproduzione riservata ©