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Lega Calcio, Beretta presidente fino a giugno


Lega Calcio, Beretta presidente fino a giugno
02/03/2012, 18:03

C'e' voluta una spallata per convincere i presidenti delle societa' di calcio di serie A che la Lega, quella nata nuova nuova meno di due anni fa, e' da ripensare, negli uomini e nei ruoli decisionali. E allora, alla fine di una giornata che era cominciata coi nervosismi di una mozione di sfiducia al presidente Beretta presentata da otto societa', che peraltro non aveva la minima possibilita' di passare, tra toni aspri e un po' di baruffa tra esponenti dell'una e dell'altra parte, compresi gli ammonimenti di Andrea Agnelli (''e' sciocco cambiare presidente ora'', ha detto al suo arrivo rompendo un silenzio che ormai in Lega e' quasi una tradizione), e' stata trovata l'unanimita' sulla necessita' di rifondarsi. Chi ha vinto? Per oggi, hanno vinto tutti. Quelli come Cellino e Zamparini, che denunciavano l'immobilismo colpevole; quelli come Paolillo, disposto a rischiare perfino il commissariamento pur di mettere mano alle riforme. E tutti gli altri che volevano che Maurizio Beretta restasse al suo posto fino a riforme compiute. ''L'assemblea della Lega di A ha deciso all'unanimita' di procedere alla riforma della governance della Lega nel piu' breve tempo possibile - si legge in un comunicato diffuso a fine giornata - e comunque nell'ambito della corrente stagione sportiva, quindi entro il 30 giugno 2012''. Tempi stretti?, tempi sufficienti come ritiene Beretta? Dipende da cosa e quanto si vuole cambiare. Di sicuro deve cambiare lo statuto. Per dare piu' poteri al Consiglio e al presidente che adesso non ne hanno, togliendone una fetta all'Assemblea sovrana. Ed e' sicuramente un ritorno al futuro, un ripensamento visto che in passato si era fatto esattamente il contrario. E poi va deciso se il presidente debba continuare ad essere un esterno o possa tornare a farlo un presidente magari affiancato da un tecnico, magari a turno. Insomma, ipotesi tante, un vero e proprio foglio bianco che i presidenti debbono cominciare a riempire con una fitta serie di appuntamenti. Il primo e' fissato per giovedi' 8 marzo: il Consiglio deve cominciare a elaborare le proposte di modifiche da sottoporre all'assemblea, gia' convocata per il 16 marzo con all'ordine del giorno il completamento del Consiglio con le nomine dei due consiglieri mancanti, il vicepresidente, posto lasciato vacante da Rosella Sensi, e quello disponibile dopo la retrocessione della Sampdoria. Un sacco di lavoro, soluzioni a problemi che finora non sono state trovate. ''Il dato soddisfacente - sottolinea Beretta - e' la ritrovata unita', d'altra parte le necessita' di modifiche alla governance erano chiaramente emerse. E' un passo indietro la revisione dei poteri tra consiglio, assemblea e presidente? Non so, quello che e' certo e' che all'assemblea restano di sicuro tutte le decisioni sulla ripartizione delle risorse economiche''. Per dirla con Beretta parte adesso un cantiere interessante. Ad essere pessimisti non e' un buon segno che il cantiere della nuova lega di A rischi di ridiventare una sorta di 'Fabbrica del Duomo'. ''Si e' fatto tanto in questi due anni - rivendica Beretta - si e' affrontata la rivoluzione Copernicana della legge Melandri e dato sicurezza al calcio con il rinnovo dei diritti tv che assicurano il futuro. Ma e' giusto non ancorarsi in modo rigido ai meccanismi esistenti, ma guardare ad una evoluzione continua''.

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di Massimo La Porta
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