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Leggo: Mazzarri e la paura del 50


Leggo: Mazzarri e la paura del 50
05/01/2011, 10:01

A ottobre compirà 50 anni, domenica collezionerà 50 panchine da allenatore azzurro e in carriera le sue squadre hanno già segnato 500 reti. Curiosi i numeroni con i multipli di 5 di Walter Mazzarri, che porta il Napoli a inizio gennaio a giocarsi il primo posto al tavolo delle grandi: domani con l’Inter a Milano, tre giorni dopo al San Paolo con la Juve. Non solo, è lui il tecnico che porta il Napoli alla sfida con i campioni del mondo, con ben dieci punti di vantaggio. Inimmaginabile, nemmeno nel sogno più bello dei tifosi azzurri. Eppure è così, il miglior Napoli mette paura alla nuova Inter di Leonardo, che avrà pure tante motivazioni in più, ma pur sempre dieci punti in meno in serie A.

Un anno fantastico che se ne va, un anno che può diventare memorabile e che è appena arrivato: Mazzarri e il Napoli si giocano senza complessi le carte per il paradiso. Inutile nascondersi: domenica sera, dopo l’incrocio terribile con la squadra di Leonardo e con i bianconeri del tanto criticato Quagliarella, la classifica degli azzurri potrebbe svelare progetti e desideri fin qui inconfessabili. E saremo solo a fine girone di andata. Mazzarri lo sa, lo sogna, ci crede. Dalle feste di Natale è tornato al lavoro con una voglia matta, trasmessa a piene mani ai giocatori.

L’occasione della sua vita, entrare nel club delle grandi di serie A, dopo aver fatto miracoli (ma senza titoloni e clamore sui giornali) in quei club mai troppo raccontati (Acireale, Livorno, la stessa Samp). Adesso il suo Napoli ha trovato l’equilibrio, il feeling e quel Cavani in più che rende tutto più semplice. Mazzarri ci crede: lui che pesa i suoi risultati e li paragona a quelli di Mourinho, senza per questo sfigurare, lui che non ama i riflettori sparati addosso e che pure sta portando il Napoli sui livelli dei grandi club di serie A. Basta leggere i giornali, seguire la tivù: parlano tutti di lui e degli azzurri. Vietato distrarsi. Lavoro e umiltà contro l’Inter, la Juve. Contro tutti.

Fonte: Leggo.

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di Salvatore Formisano
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