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L'ANALISI

L'equivoco tattico


L'equivoco tattico
20/04/2010, 19:04

La vittoria di Bari, ha dimostrato la voglia che possiede questo gruppo di inseguire fino in fondo un obiettivo importante. Il successo nei confronti dei galletti, è dovuto in gran parte ai lampi geniali di Lavezzi, restituito per l'occasione al suo ruolo naturale di seconda punta. Il Pocho, infatti, è tornato a far male, ci ha mostrato di nuovo le sue tipiche e devastanti serpentine, i suoi assist, i suoi dribbling. Per alcune settimane, tutto questo era venuto meno, perchè Mazzarri aveva deciso di provarlo come prima punta. Esperimento che se si eccettua la partita di Milano contro i rossoneri,nella quale il Pocho si è ben comportato, è poi fallito. Era da tanto, infatti, che non si vedeva il sudamericano così nel vivo della manovra come accaduto a Bari. Perchè questo? Semplice, l'argentino non è una prima punta, deve avere la possibilità di giocare tanti palloni e svariare su tutto il fronte d'attacco, anche in maniera indisciplinata a volte, in questo modo fa davvero male alle difese avversarie. Ma il tentativo di Lavezzi prima punta, non è da considerare un errore di Mazzarri, in quanto l'allenatore toscano si è visto costretto a provare questa soluzione, dopo aver capito che Denis non garantiva continuità realizzativa e che Quagliarella era in difficoltà. Arriviamo proprio al capitolo riguardante il ragazzo di Castellammare. Fabio, più volte nell'arco della stagione è stato provato centralmente in un attacco a tre,proprio come accadeva ad Udine.  In Friuli, però, Quagliarella sulla sinistra poteva contare su Di Natale, giocatore dalle caratteristische tecniche completamente diverse da quelle di Lavezzi, mentre sulla destra c'era Pepe. Inoltre, lo stabiese ad Udine disponeva delle preziose verticalizzazioni  di un regista come D' Agostino. A Napoli ci sono Pazienza e Gargano, utilissimi nella fase di interdizione, meno in quella di impostazione. Spiegato ciò, si comprende il motivo per il quale Quagliarella si sia un  pò smarrito, costringendo  così Mazzarri ad arretrarne la posizione, con conseguenti miglioramenti nel rendimento dell'attaccante. Tutta questa dissertazione riporta all'operato della società. Lasciando perdere gli errori di giugno scorso, quando non fu ingaggiato un vero bomber, ci si chiede perchè nel mercato di riparazione di gennaio non si sia tentato di rimediare alle evidenti carenze di questa squadra. Perchè non sono arrivati la punta, il regista di centrocampo e l'esterno a sinistra che mancavano? Dossena, infatti, non ha reso secondo quanto sperato al momento del suo traferimento da Liverpool. A sei giornate dal termine, prima dell'incontro con il Parma, il Napoli era a due punti dal quarto posto. Ora, a quattro partite dalla fine, gli azzurri hanno ancora qualche piccola speranza di acciuffare la Sampdoria  ed il Palermo poco più dietro. Allora, affermare che un Napoli adeguatamente rafforzato a gennaio attualmente sarebbe molto più vicino al quarto posto e che forse lo occuperebbe già, è tanto sbagliato? E' lecito pensare di no, così come è giusto appaludire Mazzarri per la quantità e la qualità del lavoro svolto, ringraziando l'intera squadra che sta andando ampiamente oltre le proprie reali forze. L'operato della società è invece da rivedere, magari aspettando il nuovo mercato, quando potrebbero arrivare i tanto agognati acquisti che forse a gennaio ,avrebbero garantito per tutta la città la realizzazione di un sogno chiamato Champions League.

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di Gianluca Cammarota
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