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PER MIMMO CRISCITO

Lettera aperta da un giornalista tifoso


Lettera aperta da un giornalista tifoso
26/06/2011, 18:06

Caro Mimmo
Siamo praticamente coetanei ma, ciò che riuscirò a guadagnare io in una vita, al 99%, non sfiorerà nemmeno ciò che tu, in un solo anno di lavoro, guadagneresti giocando nel Napoli. Oltre all'età ed all'essere Campani, abbiamo poi anche un'altra cosa in comune: io tifo per gli azzurri fin da piccino e sono stato numerose volte al S.Paolo, sognando di poter stare tra i pali di quelle porte anche solo per qualche secondo. E avrei pagato cifre blu per poter disputare qualche minuto di partita in quella splendida bolgia che batte al ritmo di 60.000 cuori. E poi la Champions League, la lotta scudetto, il ritorno ai fasti di un tempo. Da tifoso (vero e non dichiarato) ed amante viscerale di Napoli e del Napoli, mi vengono le lacrime e tremo come una foglia anche solo sognando di vestire la maglia numero uno e di disputare 5 minuti di partita da titolare.
Lo, lo so: tu sei Mimmo Criscito ed io uno che ha mollato il gioco agonistico giovanissimo ed ha preso altre strade. Ora faccio il giornalista e non posso che invidiare l'enorme opportunità che la vità (Dio, se ci credi) ha voluto offrirti e che tu stai gettando al vento. E per cosa? Per guadagnare 1,3 milioni di euro in più volando addirittura in Russia? O per fare metà campionato in panchina nell'Inter (a Milano)? E come fai a dirti tifoso del Napoli? Come fai a dirti napoletano? Cioè la tua squadra del cuore ti chiama, ti offre un posto da titolarissimo e ti permette di giocare nell'europa dei grandi. Poi si dice disposta a pagarti 1,7 milioni di euro (Cavani ne prende 1,9 e non osa fiatare) e tu, da sedicente supporter azzurro, ci stai anche a pensare? Qualche osservatore disattento ed un po' superficiale finisce addirittura con il giustificarti, sai? Con il dare la colpa a De Laurentiis che sarebbe tirchio e non vorrebbe arrendersi alla follia speculativa e priva di cuore, passione e buon senso che avvolge il malatissimo calcio moderno.
La colpa è del presidente del Napoli e di questo “maledetto” fair play finanziario che è solo una scusa per non tirare fuori abbastanza quattrini e dare i consueti schiaffi alla miseria. Eppure, se Dela cedesse a fosse così pazzo da garantire a te il non meritato stipendio di 3 milioni annuali, cosa dovrebbe fare con il resto dei calciatori del Napoli? Quanto dovrebbe dare ad Hamsik, Lavezzi, Cavani e lo stesso De Sanctis? E quanto alla bandiera Paolo Cannavaro? Sempre i superficiali di cui sopra, poi, dicono che alla fine tu devi essere capito perché “hai scelto la carriera”. Eppure, guardando ad esempi di campioni promessi ma non ancora realizzati come te, si scopre che i vari Rosina, Bocchetti e Bianchi non hanno tratto molto giovamento dai campionati esteri. Stipendi d'oro (immeritati) per una stagione (a volte anche meno) e poi giù, nel meritato baratro della serie B, dei sacrosanti ridimensionamenti di ambizioni e pretese o, nella migliore delle ipotesi, in una squadretta che in serie A lotta per non retrocedere.
Per queste e per un milione di altre ragioni, caro Mimmo Criscito, aggiungo alla mia prima domanda (sei sul serio tifoso del Napoli) un secondo questi, molto più pragmatico e meno romantico: ma sei proprio sicuro di esserti valutato bene e di aver pensato con la dovuta cura alla tua carriera? Stupidamente, squallidamente e materialisticamente si dice che oggi non c'è più spazio per i sentimentalismi ma, nel tuo caso, più che all'aspetto emotivo, dati i precedenti e poco edificanti casi storici che ti ho elencato, i tuoi calcoli sarebbero dovuti essere dettati più dalla ragione che dal cuore. La vita non è solo denaro, sponsor ed ingaggi milionari e questo, proprio perché hai solo 24 anni e tutto il tempo per concederti qualche sogno di gloria nella tua terra natia, dovresti saperlo meno di me. Se non verrai a Napoli ti auguro buona fortuna. Stai pur certo, infatti, che in Russia o nell'Inter il tuo talento (a mio avviso ancora acerbo) non ti basterà per non cadere nel calderone dei mancati campioni. Tra l'altro, se un giovane non riesce a seguire il proprio cuore nemmeno quando si trova a dover scegliere di accontentarsi di un "misero" stipendio da 1,7 milioni di euro l'anno, allora probabilmente meriterebbe la fine della carriera ed un po' di sano lavoro in una miniera di carbone in Cile.

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di Germano Milite
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