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Mou e Paolillo protestano contro l'arbitraggio del derby

L'inter alza la voce: "Non vogliono farci vincere"


L'inter alza la voce: 'Non vogliono farci vincere'
25/01/2010, 15:01

MILANO - Dopo la vittoria di domenica nel derby, ottenuta per 2-0 e con due giocatori espulsi prima del fischio finale, si poteva pensare che l'Inter si godesse con calma e felicità il suo dominio incontrastato sul campionato: 9 punti di vantaggio a 17 partite dalla fine sono un vantaggio cospicuo. Ma a quanto pare non sarà così. Non sono scese giù a nessuno dei nerazzurri le due espulsioni di Snajder e Lucio, apparse molto discutibili; mentre contemporaneamente Rocchi chiudeva gli occhi su un fallacio di Ronaldinho ad inizio partita e su un plateale "vaffa" di Borriello all'arbitro.
Il primo a parlare è stato Mourinho, che come al solito è il più diretto e immediato. Altre volte poi la dirigenza interista aveva provato a smorzare le parole dell'allenatore; ma non questa volta. E così abbiamo avuto Moratti che ha cavalcato le parole di Mourinho, subito dopo la partita: "Senza dubbio ho visto brutti segnali. Se si tratta davvero di segnali, sono molto antipatici e ce li hanno fatti capire con molta semplicità. L'arbitro ha sbagliato, si è visto che in tribuna non ero contento e non lo sono ancora".
Ma ci è andato pesante anche l'amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, intervistato questa mattina a "Radio anch'io lo sport": "C'è un'evidente aria di voler riaprire il campionato, non riconoscendo la superiorità di una squadra e volendolo riaprire in una maniera non completamente leale e sportiva. Le cose che non vanno sono tante, a partire dalla decisione di spostare le gare quando si vogliono. Fiorentina-Milan è stata spostata a una data superiore ai dieci giorni e poi è stata ulteriormente spostata, e mentre per Genoa-Bari è stata aperta un'inchiesta, in questo caso non è stato aperto niente. Per un recupero ci deve essere una data certa, altrimenti si falsa il campionato. Ricordo anche la mancata espulsione di Bonucci in Bari-Inter e ieri è stato penalizzato Lucio per un'ammonizione ingiusta. C'è aria di riaprire il campionato ma non perché sul campo una squadra meriti di riaprirlo. Io non parlo di congiura premeditata ma tutti gli elementi che possono riaprire un campionato, anche non sportivi, vengono favoriti, questo sta avvenendo nei fatti e quando c'è qualcosa che non va bisogna dirlo, è anche per il bene del calcio italiano. Quando ci sono troppi episodi è meglio parlarne, per tutti, una squadra va tutelata nel rispetto delle regole, stare zitti sarebbe una mancanza di rispetto per l'azienda per cui lavoro. Sono arrabbiato per tutto quello che è successo in Lega, è lì che vedo mancanza di rispetto".
Infatti il punto sarebbe Galliani, che ormai in Lega è diventato troppo influente. Al punto di poter facilmente operare una "moral suasion" su tutti gli ambienti legati alle partite di campionato. In pratica, si sarebbe passati da "Moggiopoli" a Gallianopoli". C'è solo da sperare di no.

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di Antonio Rispoli
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