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IL CIUCCIO CHE VOLA

L'Ombrello !


L'Ombrello !
11/11/2010, 09:11

Il Napoli viene accolto a Cagliiari da cori molto affettuosi. Cellino, come al solito, dirige l’orchestra dalla tribuna. Non riusciamo a risalire alle origini di questo amore del presidente cagliaritano e dei suoi tifosi nei confronti dei napoletani, ma molto probabilmente dormiremo lo stesso. Il Cagliari è la bestia nera di De Laurentiis. Ma lo era anche la Roma, fino a qualche settimana fa. Il sogno dei tifosi napoletani non è di vincere quattro a zero a Cagliari, ma di vincere uno a zero al novantaquattresimo. Il desiderio è di vedere tutta la gamma possibile di espressioni sul volto di Cellino, a partire dall’illusione, fino a vedervi scolpita la tristezza.

Ma all’ultimo minuto. Anzi, all’ultimo secondo vogliamo vincere questa partita.

7’ Inutile calcio d’angolo per iil Napoli, che negli ultimi tre anni, tra le squadre professionistiche, è quella che ha realizzato meno goal su azione da calcio da fermo.

10’ Gargano, dopo due anni circa, tira nello specchio della porta, ma Agazzi non sembra farsi impressionare dal miracolo al quale assiste. San Gennaro, invece, si complimenta con se stesso.

26’ Santacroce, appena ritiratosi dal ciclismo agonistico, ritorna al suo sport giovanile e dimostra di non aver dimenticato come si fa ad insegnare le buone maniere ad un centravanti fastidioso. Nenè batte iil conseguente calcio di punizione, la barriera si smaterializza, ma De Sanctis si convoca in nazionale.  

30’ Gran pallone recuperato da Gargano, palla ad Hamsik che pennella un cross perfetto per l’aspirante panzer Lavezzi, che in testa di tuffo fa sbiancare Cellino. Ma è scritto che il Napoli a Cagliari vincerà al 94’. Con un goal di Lavezzi sarebbe ancora più bello, dopo quelllo che è accaduto lo scorso anno.

35’ Laner estrae un molare cariato a Sosa con un colpo di karate, dopo aver mostrato pochi minuti prima di essere anche un buon pallavolista. A rigor di regolamento, ci riferiamo a quello calcistico ovviamente, iil centrocampista sardo-atesino avrebbe meritato due ammonizioni.

40’ Canini entra duro su Lavezzi lanciato a rete, disinteressandosi completamente del pallone, ma l’arbitro Rocchi dimostra di apprezzare gli sport di contatto. Mazzarri è tentato di sguinzagliare Blasi; poi invece chiede al suo macellaio di scaldarsi.

41’ Bisoli sostituisce Laner, prima che l’arbitro ritrovi i cartellini colorati, entra Nainggolan che ne fa subito le veci.

42’ Nenè e Matri si accordano per andare a turno dalle parti di Santacroce per dividersi equamente la razione di botte. Il difensore italo-brasiliano appare in buona condizione e sono pronto a scommettere due mesi di pensione che se Mazzarri gli darà fiducia, a gennaio avremo bisogno solo di due rinforzi in difesa, e non di tre.

Finisce il primo tempo.

Le note positive per il Napoli sono più di una. Diversi calciatori del Napoli pare abbiano cominciato ad usare gli omogeneizzati di Cavani, la condizione fisica sembra buona e anche “gli invisibili” cominciano a farsi vedere. Sosa, Yebda, ma soprattutto Santacroce, dimostrano di meritare spazio e di poter crescere.

Secondo tempo.

49’ Lavezzi dribbla tutta la Sardegna, va sul fondo, mette al centro un pallone che attraversa tutta l’area e chiede solo di essere soffiato in porta, la palla arriva a Zuniga (che dopo la bella prova di domenica a destra è ritornato sulla fascia sbagliata), ma il colombiano tira al solito posto, cioè sul portiere. Cellino diventa viola.

53’ Nenè si esibisce in un doppio carpiato con avvitamento in area partenopea. Il pubblico cagliaritano protesta per qualsiasi cosa e continua ad intonare cori contro i napoletani. Cellino, divenuto verde dalla rabbia, invoca il rigore, e attinge a tutto il suo repertorio di improperi. E’ bellissimo vederlo così.

55’ Entra Cavani al posto di Sosa, che questa volta si è meritato la pagnotta.

60’ Mazzarri toglie un ritrovato Santacroce e inserisce Campagnaro. Noi vorremmo vederli presto giocare insieme. Nenè e Matri tirano un sospiro di sollievo.

68’ Aronica, con un tocco al volo di esterno alla Cribari, serve indietro il portiere, che prende la palla con le mani. Il pubblico cagliaritano sopravvaluta le doti tecniche del difensore azzurro e chiede la punizione, ritenendo il retropassaggio volontario.

70’ Acquafresca si riscalda.

Il Napoli, negli ultimi venti minuti, addormenta la partita. La tattica è quella di far saliire il Cagliari e di punirli come stabilito, al novantaquattresimo.

Entra Acquafresca, ma viene subito imbottigliato dai difensori napoletani, che in verità avrebbero preferito un buon vino sardo, per accompagnare il panino con formaggio di pecora preparatogli da De Sanctis in un momento di relax.

93’ Punizione dal limite per il Cagliari. Il tifoso napoletano pessimista pensa: “Ecco, la solita beffa! In questo maledetto stadio non si vince da una vita, e questa volta manco uno strameritato pareggio riusciamo a portare via. Ma quello che fa più rabbia è vedere Cellino esultare con quella faccia scolpita nell’antipatia e gridare verso i napoletani, parole intrise di una rabbia inspiegabile, che tra l’altro racchiudono quelle che probabilmente sono delle sue… prerogative ”.

Questo è il pensiero che attraversa una percentuale altissima di tifosi napoletani, che credono fermamente nella infallibilità di alcune leggi di Murphy e che “se qualcosa può andar storto, lo farà”.

Il tifoso ottimista, invece, anche se sa che il recupero sarà finito dopo il calcio di punizione assegnato al Cagliari, pensa che la partita, in realtà, è appena iniziata. Che quella partita la deve vincere il Napoli e non con un goal al sedicesimo, al settantasettesimo o in qualsiasi altro momento diverso dal novantaquattresimo.

E il novantaquattresimo scatta in contropiede, insieme a Cavani e a Lavezzi.

Cavani ha corso per dodici domenica scorsa. Lavezzi è entrato nella ripresa e ha confezionato un assist magico per l’uruguaiano che ha sfondato la rete di Mirante, vendicando la sconfitta in casa dell’anno scorso, che estromise il Napoli dalla Champions.

Cavani pensa che questa sera è il caso di invertire i ruoli e lancia Lavezzi, affidando a lui il compito di impacchettare la più grande goduria che la fantasia del tifoso napoletano possa partorire. Lavezzi scatta in contropiede insieme a diverse centinaia di migliaia di tifosi del Napoli sulle spalle, supera in sequenza Pietro Mennea, Carl Lewis, Usain Bolt, Asafa Powell e Tyson Gay, doppiando tutti i difensori cagliaritani.

Il tifoso pessimista  pensa che Lavezzi, come spesso accade, dopo una galoppata del genere tirerà al solito posto, cioè in curva e già si prepara ad imprecare contro l’argentino. Già prima che si avvicini all’area commenta che Lavezzi sì, è forte, però non segna, non sa calciare in porta, che se segnasse anche goal come questi potrebbe aspirare a diventare uno dei calciatori più forti del mondo.

Ma intanto Lavezzi continua a volare, con le centinaia di migliaia di tifosi napoletani sulle spalle, verso la porta del Cagliari, ma soprattutto verso Cellino. Il Pocho è sfinito, Mennea sta quasi recuperando lo svantaggio, qualche difensore cagliaritano è a poche decine di metri… Dalla tv si vede la lingua dell’argentino che penzola. I pessimisti pensano sia dovuto alla stanchezza di quellla sgroppata interminabile. Gli ottimisti, invece, sanno che quella linguetta fuori sta già pregustando una rivincita attesissima. Lavezzi non mira all’angolo alla destra o alla sinistra di Agazzi, no. Lui nella porta cagliaritana vede un’immagine, non riesce a capire in che punto della porta è, ma poco importa. Quell’immagine comincia a disegnare su se stessa dei cerchi concentrici ed è lì al centro che bisogna colpire. “Tiraaaa, tiraaaa”, urla tutto il popolo napoletano al proprio beniamino, mentre Cellino in tribuna diventa cianotico. Lavezzi avrà impiegato sei secondi per percorrere tutto il campo, ma sembra di assistere a uno di quei cartoni di Holly e Benji, che per arrivare da una parte all’altra del campo ci vogliono tre puntate.

Ma eccolo Holly, finalmente davanti al portiere.

Ed ecco un sincronizzato gesto dell’ombrello di migliaia di tifosi napoletani che scatta contemporaneamente al tiro dell’argentino.

Il pallone, quel piccolo mondo di cuoio capace di trasmettere gioie e tristezza, gonfia la rete del Cagliari e il petto dei malati partenopei.

Migliaia di by-pass saltano contemporaneamente, le tonsille di Mazzarri vengono ritrovate in tribuna, insieme alla dentiera di un vecchio tifoso napoletano mimetizzatosi tra i tifosi cagliaritani. Un urlo bestiale fa tremare interi condomini in tutta la Campania. Il mio. Quella con il Cagliari, ed in particolare, quella contro Cellino, non è una semplice vittoria fuori casa. I tre punti conseguenti non hanno lo stesso sapore di quelli di una vittoria col Cesena (mi perdoni il Maestro Troisi).

Vincere a Cagliari, al novantaquattresimo, anche se lo avevo ampiamente pronosticato, indovinando anche il nome del marcatore, è paragonabile a poche altre emozioni. Tipo a quella di vedere dopo anni e anni, Inter e Juve che ci seguono con il fiatone.

Ora non lo vogliamo dire, ma domenica prossima, una combinazione non impossibile di eventi potrebbe regalare a noi napoletani, almeno per una settimana, una gioia che abbiamo assaporato troppo tempo fa e che i tifosi azzurri meritano.   

Grazie ragazzi! Che Dio vi benedica.

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di Gianni Puca
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