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Lacrime e polemiche dopo la gara

Londra 2012: quarto posto beffa per l'italiana Ferrari

Il suo allenatore: "Ci hanno tolto la medaglia"

Londra 2012: quarto posto beffa per l'italiana Ferrari
07/08/2012, 19:43

LONDRA - Vanessa Ferrari piange a dirotto dopo il quarto posto beffa nella finale di ginnastica alle Olimpiadi di Londra. L'azzurra ha chiuso con lo stesso punteggio della terza, la russa Aliya Mustafina, che ha conquistato la medaglia di bronzo. “Ti sbatti per arrivare a medaglia poi arriva quella che parte con tre decimi in meno di te e ti frega il posto”, è lo sfogo della Ferrari. “Brucia abbastanza”, dice il tecnico Enrico Casella. “Non voglio fare un processo ai giudici - precisa l'allenatore -, ma non ce ne sono state tre che hanno fatto meglio di lei. Queste d'altronde sono le regole alle Olimpiadi, a Mondiali ed Europei è diverso. E poi non dimentichiamoci che noi siamo l'Italia, davanti abbiamo Stati Uniti, Romania e Russia. Noi siamo più piccolini, con le spalle più strette. Il terzo posto l'ha meritato anche Vanessa, solo che non ti danno la medaglia”. La Ferrari recrimina anche per la decisione dei giudici di non punire l'errore commesso in qualificazione dalla romena Catalina Ponor, poi medaglia d'argento: “Non doveva neanche entrare in finale”, dice a chiare lettere la bresciana. Non convince nemmeno il punteggio assegnato in finale all'azzurra: “Pensavo che almeno un 15 arrivasse”, dice Casella. “Io mi davo un 15.20 come la Ponor, se l'ha preso lei lo meritavo anche io”, risponde alla Ferrari a chi chiede che voto avrebbe dato al suo esercizio. L'azzurra non si dà pace: “Ero felice perché, dopo tante medaglie di legno, stavolta pensavo di essermi meritata una medaglia vera. Non vedo tanta differenza fra il mio esercizio e il suo”, continua alludendo alla Ponor. Alle Olimpiadi, in caso di parità, conta il punteggio più alto nell'esecuzione. Un sistema, questo, che non convince Casella: “Non voglio dire che c’è qualcosa dietro, ma in caso di pari merito fra due atlete diventa tutto opinabile, è come tirare una monetina”, sostiene il coach della Ferrari, che poi prova a consolare la sua allieva. “Lei ha fatto il suo massimo o quasi, il terzo posto lo aveva meritato. Non dimentichiamoci che in finale non c’era una sola atleta che non abbia vinto almeno un Mondiale o un'Olimpiade”, fa notare. “Vanessa è tornata ai più alti livelli dopo l'infortunio e la medaglia se l'era guadagnata. La cosa confortante – dice - è che al corpo libero ha dimostrato di essere una delle migliori al mondo”.

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di Valerio Esca
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