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L'ATTACCANTE DI SCORTA

Lucarelli per Denis. Cinque motivi per dire si!


Lucarelli per Denis. Cinque motivi per dire si!
29/06/2010, 01:06

Bisogna ragionare prima di fare un passo. Di questi tempi, qualsiasi errore in tema mercato può pesare come un macigno. E il discorso vale sia a livello economico che sportivo. Lasciare un giocatore ad una diretta concorrente è un’arma a doppio taglio. Prenderne uno che magari costa e non dà i risultati sperati è una ferita che ci si infligge da soli. E allora occhio a più aspetti. Esperienza, tipo di gioco, ambientazione,e soprattutto i numeri. Quelli contano più di tutto. Questi, e tanti altri, sono i crucci di Bigon. Direttore molto giovane per una società come il Napoli, quanto capace di poter gestire casi spinosi. Lo ha dimostrato con le comproprietà. Lo sta dimostrando con l’impegno profuso per sfoltire una rosa divisa tra eccellenze e zavorre. E poi c’è il capitolo attacco. Forse la situazione che più scotta. Il presidente è stato categorico sull’acquisto di una punta di rilievo e dai grandi numeri. Meno categorico sulla punta di riserva, che pure serve come il pane ad una squadra che si riaffaccia all’Europa. Ed è qui che Bigon inizia a sudare le sette camice. Confermati Quagliarella e Lavezzi, con l’aggiunta del “bomber dai 20 gol”, chi resta dietro? Hoffer no. Andrà via o sarà l’ultima ruota del carro. Zalayeta e Pià hanno già le valigie all’ingresso. Per ora resta German Denis. L’argentino ancora non convince. Troppo pochi 5 gol nell’ultima stagione, meno addirittura degli 8 della scorsa. Ma El Tanque andrà via solo se arriva un buon sostituto. L’idea c’è. Si chiama Cristiano Lucarelli. Ai tifosi napoletani non piace, eppure varrebbe più dell’attaccante argentino. E i motivi sono tanti. Innanzitutto, l’esperienza. Lucarelli, rispetto a Denis, ne ha da vendere, anche in campo internazionale. Ha giocato Coppa Uefa col Valencia e Champions League con lo Shaktar Donesk. Senza contare le stagioni e le reti segnate in serie A. 119 per l’esattezza. 10 solo nell’ultimo campionato, alla faccia di chi lo ritiene un giocatore finito. Secondo punto, la capacità di ambientarsi. Ovunque abbia giocato, eccezion fatta per le parentesi straniere, Lucarelli ha sempre fatto il suo dovere arrivando in dieci stagioni su quindici in doppia cifra e superando per tre volte il muro dei venti gol (addirittura capocannoniere nel 2004/05). Terzo punto, la disponibilità. A 35anni, l’attaccante livornese non pretenderebbe un posto da titolare. Caratteristica che compete anche a Denis, ma in caso di gare europee è meglio avere in panca un giocatore di maggiore esperienza. Quarto punto, Mazzarri. Allenatore e giocatore si sono già incontrati nel 2003/04 a Livorno. Fu la stagione migliore di Lucarelli, con 29 reti in 41 presenze, ed arrivò la promozione in serie A. Infine, come quinto ed ultimo punto c’è la questione economica. Denis, ad oggi, percepisce uno stipendio di 900mila euro a stagione, contro gli 800mila che Lucarelli ha intascato da Spinelli a Livorno e che lo stesso giocatore sarebbe disposto anche a rivedere nel caso bussi alla sua porta una grande piazza. Bigon ha tutto scritto sul suo taccuino personale. Per ora nicchia, ma, a conti fatti, il cambio di punta di scorta non sarebbe male.

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di Salvatore Formisano
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