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IL PENSIERO AZZURRO

Maledetta primavera


Maledetta primavera
06/04/2010, 13:04

 Difficile, o forse semplicissimo, interpretare la prestazione del Napoli di sabato Santo a Roma. La primavera col suo primo caldo? La presenza sulla panchina laziale di Reja, un vecchio e caro amico al quale la società in primis e quasi tutti i giovanotti azzurri devono molto in termini di gratitudine? La disperazione della Lazio, con una tragica situazione di classifica da raddrizzare? Il timore nei confronti dei biancocelesti, che hanno comunque tanta qualità nelle proprie disordinate file?
 
Forse. Una di queste ragioni, o un ben miscelato insieme delle stesse, potrebbero far immaginare a un’interpretazione semplice di quanto avvenuto: perché è fuori discussione che con maggiore intensità e adeguata fiducia il Napoli avrebbe potuto (dovuto?) portare a casa l’intera posta. Una squadra che è determinata a giocarsi le proprie carte per raggiungere un risultato francamente impensabile a un terzo di stagione, che nel corso della meravigliosa cavalcata ha assunto consapevolezza nei propri mezzi, che è ormai entrata nello spirito tecnico e comportamentale del proprio trainer, un’occasione del genere non la perde.
 
Abbiamo invece assistito a una prestazione molle, indeterminata, diremmo quasi svogliata. Il pareggio è stato raggiunto per inerzia, inevitabilmente per la condizione e il livello tecnico messo in campo dagli uomini con la maglia rossa: il tocco delizioso di Hamsik portava dentro l’immensa classe di questo ragazzo, in possesso di qualità enormi e di inspiegabili lunghe assenze dal gioco; l’apertura di Quagliarella ha dimostrato la duttilità e l’applicazione di un calciatore che abbiamo la sensazione sia sottoutilizzato rispetto alle proprie potenzialità. A quel punto la Lazio, in vantaggio per la solita amnesia di una difesa diesel che per entrare a regime ha bisogno di almeno dieci minuti, è caduta preda delle proprie consolidate paure e incertezze, con evidenti spaccature tra i reparti e tra uomini dello stesso settore. C’era solo da affondare il colpo di grazia: stavamo meglio e l’inerzia della gara era tutta a nostro favore.
 
Invece il Napoli si è accontentato. Nessuno correva, gli appoggi erano imprecisi, le chiusure ritardatarie, i piedi molli nei contrasti; l’attacco balbettava, il solito nulla veniva da calci piazzati e calci d’angolo, nessuno tentava soluzioni da fuori area. Ciò nonostante fosse chiaro che gli impegni di Palermo e Juventus sarebbero stati tutt’altro che facili, come poi effettivamente è accaduto.  E in questo modo ci siamo ritrovati a passare una Pasqua un po’ rammaricata per l’occasione perduta.
 
In queste ore, molti di noi si pongono alcune domande: è davvero volontà della squadra e della società cercare di cogliere un’occasione unica? Succederà ancora che Fiorentina, Genoa, Juventus, Lazio e Udinese sbaglino tutte insieme e così clamorosamente la stagione? Vedersi sfilare un traguardo importante come la Champions da compagini obiettivamente inferiori e che per quasi tutto il campionato sono state indietro al Napoli in classifica, come Palermo o Sampdoria, non è assurdo?
 
Ma, probabilmente, non dobbiamo preoccuparci, ed è invece necessario mantenere carica e concentrazione; forse la semibattuta a vuoto è dipesa solo dal primo caldo. Dalla maledetta primavera.
 

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di Pensiero Azzurro
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