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L'ATTACCO

Manifesti anti De Laurentiis sui muri della città


Manifesti anti De Laurentiis sui muri della città
07/09/2010, 14:09

"Napoli è del popolo, Napoli non è il tuo film."
Recitano così i manifesti apparsi oggi sulle mura della città e indirizzati al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Duri attacchi nei confronti di un patron, secondo i tifosi, colpevole di "non sentire" dentro al cuore i colori azzurri e soprattutto di essere incoerente e irrispettoso verso i tifosi.
Il rapporto tra il presidente e la frangia più dura del tifo azzurro non è mai stato ottimo e in questi anni ne abbiamo viste tante, ma di certo De Laurentiis non si aspettava di festeggiare in questo modo i suoi sei anni di presidenza.
"Napoli non dimentica", scrivono i tifosi e infatti le accuse partono da fatti molto lontani e arrivano sino ad oggi toccando quasi ogni punto della gestione societaria. Si parte dalla presentazione della squadra dello scorso anno, avvenuta su una nave da crociera e aperta solo ai giornalisti ("La tua corte dei miracoli") e non ai tifosi.
"Perchè non presentare la squadra in una piazza, gratis, così da mostrarla al popolo visto che il Napoli è del popolo?"
La promessa di costruire un Napoli di napoletani, promessa da marinaio visto l'addio prima dello storico massaggiatore Salvatore Carmando e poi di Fabio Quagliarella. ("Chi sarà il prossimo, Paolo Cannavaro?")
L'aver costretto i tifosi azzurri a pagare, a Sky o Mediset, 10 euro per vedere le partite del pre campionato azzurro. ("Tu sei un imprenditore")
Da questi avvenimenti si passa poi al mercato da poco chiuso. Il presidente aveva detto che non avrebbe preso over 30 per poi acquistare Cristiano Lucarelli. ("L'amico di Mazzarri"). Anche l'attaccante non viene risparmiato. Motivo della contestazione: aver sputato, qualche anno fa, in direzione del settore dei tifosi azzurri. Infine l'aver detto che l'Europa League è solo una coppetta ("Non farà guadagnare come la Champions, ma noi siamo fieri del Napoli in Europa. Se non ci credi tu nell'Europa League come potrà mai crederci la squadra? Non si sminuisce così chi percorre chilometri e spende soldi per far sentire il proprio amore alla squadra")
Una contestazione dura, un attacco frontale ad un presidente troppo imprenditore e poco vicino alla gente. Adesso si attende la risposta del presidente, sperando che questa polemica non distragga la squadra dai prossimi impegni.  

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di Marco Marino
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