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IL CIUCCIO CHE VOLA

Manuale del Calcio


Manuale del Calcio
14/03/2011, 10:03

Nel primo tempo, il miglior napoletano in campo è Raffaele Palladino, che porta il Parma meritatamente in vantaggio con un gran goal al volo. Quando ti fanno un goal così non si può dire niente, si può solo applaudire. E noi applaudiamo sportivamente, anche se dentro l’intestino si è aggrovigliato attorno al fegato, che si è improvvisamente gonfiato come un canotto.

I commentatori Mediaset mettono il telefono di Mazzarri sotto controllo dall’inizio della partita. Qualcuno assume che stia dando indicazioni a Frustalupi e ricorda che il regolamento lo impedisce, qualche altro deduce che stia parlando con Marotta per andare alla Juve il prossimo anno. La procura di Parma, tuttavia, accerta che stava semplicemente telefonando al magazziniere per farsi portare una maglia della salute.

Inizia il secondo tempo: esce uno spento Lavezzi ed entra Lavezzi, quello vero, che accende subito la partita.

51’ Lavezzi, quello appena entrato, dribbla mezzo Parma, mette il pallone al centro e per una volta segniamo un goal irregolare anche noi! Hamsik pareggia in evidente posizione di fuorigioco, ma noi lo ammettiamo tranquillamente. Non diciamo che in Slovacchia è stato abolito il fuorigioco, né che è stata rispettata una presunta par condicio con la Juve Stabia. In verità, un minuto dopo, Maggio viene spinto in area e va a terra. L’arbitro ammonisce per proteste l’esterno azzurro già diffidato. Il rigore non è di quelli nettissimi, ma non è meno rigore di tanti altri concessi a chi di potere. Ma non ci va di puntualizzare queste cose contro una squadra tartassata come la nostra. Gioiremo il giorno che ci daranno un goal in fuorigioco o realizzato con una mano contro una milanese, ma in partite come queste regali non ne vogliamo e non ne abbiamo bisogno. I parmigiani ce li mangiamo da soli senza che nessuno ci apparecchi la tavola. Se andranno in B per un punto, gli manderemo il dvd del fallo di Benarrivo contro il Verona di Pastorello, così piangeranno un po’ di meno.

56’ Cari signori, ecco chi ci avete tolto per tre giornate… Non ci avete tolto un giocatore normale, ci avete tolto il Pocho Lavezzi, uno che le partite le vince anche da solo, trascinandosi dietro le difese e che riuscirebbe a dribblare pure il Duomo di Milano. Uno che in cinque minuti serve un assist e segna il goal decisivo, uno che ha collezionato undici assist dall’inizio del campionato. Uno che vale per tre, perché quando non c’è Lavezzi, Cavani è inoffensivo perché gli mancano i rifornimenti e Hamsik è quasi inutile perché non ha nessuno da lanciare in profondità. Senza le ali, il ciuccio ha arrancato, ma il Pocho è tornato, e il ciuccio ritorna a volare.

58’ Galloppa viene espulso per tentato omicidio ai danni di Hamsik. Ghirardi protesta, forse perché il suo calciatore non ha finito l’avversario.

In pochi minuti il Napoli ha ribaltato la partita, così come è nelle sue corde, così come ha fatto tante altre volte quando ha potuto giocare con la squadra al completo.

61’ Lavezzi ha le ali ai piedi e il lanciamissili sempre pronto. Ma il suo missile terra aria abbatte sei fotografi.

62’ E’ ufficiale, il Napoli ha trovato un ottimo difensore: Victor Ruiz è giovane ma ha temperamento, è solidissimo e anche dotato di buona tecnica. Contro di lui oggi sono rimbalzati tutti i tentativi del Parma. Aronica può mettersi a cassa mutua per una decina di giornate, e Mazzarri farebbe bene a non mandargli neppure la visita fiscale.

I commentatori Mediaeset continuano a ricordare l’irregolarità del primo goal del Napoli, ma non accennano neppure al rigore non concesso appena un minuto dopo al Napoli.

65’ Cannavaro viene ammonito per uno stop di petto.

66’ Mazzarri prova a telefonare a Frustalupi, ma gli risponde una certa signora Patrizia.

68’ Esce Candreva ed entra Giovinco. Precedentemente era uscito anche Bojinov ed era entrato Crespo, ma nessuno se ne era accorto.

70’ Hamsik, che oggi ha innescato almeno una decina di azioni da goal, serve una gran palla per Zuniga, il diagonale del colombiano - che grazie a Dio non dribbla più - è respinto alla grande da Mirante. E qui debbo aprire una parentesi. Se per caso Zuniga legge questa rubrica, mi prendo una parte del merito di questa sua crescita. Da quando gli ho consigliato di andare sempre dritto evitando gli auto dribbling che si concludevano puntualmente con i suoi proverbiali auto tackle, è diventato un altro calciatore. Addirittura qualche settimana fa ha segnato un goal; quel giorno io ero allo stadio e il mio urlo lo hanno sentito fino a Bogotà. Se il colombiano è una persona riconoscente, credo mi debba devolvere almeno una parte del suo stipendio…

75’ Mazzarri riprova a telefonare al suo vice, ma gli risponde il marito della signora Patrizia, che sente il tecnico livornese che gli urla di spingere di più al centro. L’uomo, pensando che qualcuno stia spiando la propria intimità, si avvicina alla finestra e si guarda intorno. Dopodiché, chiude la tenda e riprende da dove aveva sospeso. Il marito della signora Patrizia si eccita solo quando gioca il Napoli e quindi fa sesso solo una volta a settimana durante la partita che segue in contemporanea.

76’ Contropiede due contro uno per il Napoli, ma Zuniga serve Cavani con un quarto d’ora di ritardo e lo serve anche male. I piedi sono ancora quelli che sono. Mazzarri telefona a Zuniga e gli urla che per giocare a sinistra non deve invertire gli scarpini, come qualcuno gli aveva consigliato per scherzo…

77’ Mazzarri prova a richiamare Frustalupi, ma risponde di nuovo la signora Patrizia, la quale commenta che effettivamente il lungagnone nordafricano spingeva poco al centro e che nella botte piccola c’è il vino buono.

78’ Ventura, neo commentatore Mediaset, gufa il Napoli annunciando una palla goal per il Parma. I tifosi napoletani fanno gli scongiuri debiti e soprattutto quelli indebiti. Credo sia giunta l’ora di creare Napoli channel, con cronisti tifosi del Napoli, con Bruscolotti, Carannante e il mago di Acerra commentatori fissi in studio. E magari la signora Patrizia al posto di qualche moviolista un po’ troppo faziosa.

81’ Il ciuccio vola più veloce della luce, Lavezzi lancia Cavani, che prova a sfondare la porta, ma non è giornata. Ma va bene così. Ne farà uno più bello col Cagliari.

84’ Esce zoppicando un arcigno Santacroce. Un altro difensore ritrovato. Chiudo gli occhi per non vedere chi entra al suo posto. Purtroppo l’unica alternativa possibile in panchina è  l’Innominabile. Ma preferisco non vedere. Solitamente l’Innominabile viene nominato solo per narrarne le catastrofi. E noi auspichiamo di non sentirlo fino alla fine del campionato.

87’ Gargano - entrato al posto di Yebda - pressa al limite dell’area. Maggio raccoglie un assist di naso dell’uruguaiano, penetra al centro dell’area e mentre il pallone entra in rete si sente un urlo disumano per tutta via Foria. “Goooooooooaaaaal”, urla la signora Patrizia, che non esultava così dalla prima notte di nozze. Il Napoli mette a segno il terzo goal e pure il marito della signora Patrizia si risente vivo dopo due settimane in bianco. 

Intanto il Tardini intona ‘o surdato ‘nnammurato. I ricordi si abbracciano con le speranze e cominciano a sognare insieme.

Questo è il vero Napoli. Non abbiamo ricambi all’altezza dei titolarissimi, abbiamo la coperta corta, anzi cortissima, ma se ci fanno giocare con i titolarissimi, con l’arrivo della primavera, Mazzarri potrà ritogliersi la giacca e i napoletani e la signora Patrizia potranno sognare.

La parmigiana è servita. Il presidente Ghirardi va in sala stampa con un faccione rosso come l’omonima melanzana affogata nel sugo, contestando per il goal in fuorigioco, per l’espulsione di Galloppa e per qualsiasi altra cosa. Ma a noi basta sapere che il Napoli ha dominato.

Gli azzurri hanno battuto il record assoluto di vittorie esterne nella storia del Napoli. Otto  vittorie fuori casa non era riuscite a collezionarle manco il Napoli di Maradona. Il paragone è irriverente e improponibile, ma è fondato comunque su numeri incontestabili.

Ora, caro Tosel, cerchi di dare una parvenza di serietà al campionato, usando il pugno duro come ha fatto Ibrahimovic. Sennò spiegateci la differenza tra uno sputo (che nessuno ancora ha avuto modo di vedere) partito (eventualmente) dopo una schifosissima provocazione, e un colpo nello stomaco sferrato ad un avversario da dietro e che tutti hanno visto e qualcuno ha anche sentito.

Questa settimana, dopo tre di proteste e di saccheggi, la norditanza psicologica si è presa una pausa, con due goal regolarmente annullati al Milan e uno irregolare convalidato al Napoli. Ma di Brighi ce n’è uno e Morganti non è certamente un arbitro amico. Se di regalo si è trattato bisognerebbe vedere a chi era indirizzato…

Il rientrante Pocho ha suonato la carica. Ora il Napoli sembra più in forma delle squadre che lo precedono e di quelle che lo seguono. Solo l’Udinese fa paura. Il ciuccio si guarda le spalle,e anche la signora Patrizia, ma guarda soprattutto avanti. Per la precisione, in alto...
 

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di Gianni Puca
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