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Maradona, show in conferenza stampa


Maradona, show in conferenza stampa
11/06/2010, 16:06

Pretoria, 11 giugno: Attacco diretto a Pelè e Guardiola, attacco indiretto a Dunga e alla Fifa. È la vigilia Mondiale di Diego Armando Maradona, domani, allo stadio Soccer City di Johannesburg, incontrerà la Nigeria, la squadra con cui concluse, durante Usa ‘94, la sua storia di numero uno al mondo.

Pelè il morocho - Al suo storico nemico Pelè, pur senza nominarlo, la prima bordata: «Dopo l’attentato al Togo, durante la Coppa d’Africa, quel “morocho” (la traduzione letterale è “moretto”, ma gli argentini lo usano come noi usiamo “uomo di colore”, ndr) che giocava con la maglia numero 10 disse che il Mondiale non si doveva fare in Africa. Due giorni dopo, venni qui, in Sudafrica, parlai con Danny Jordan (responsabile del comitato organizzatore di Sudafrica 2010, ndr) e gli dissi che avrebbe avuto tutto il mio appoggio: era giusto fare il Mondiale in Sudafrica».

Guardiola il nazionalista - Poi il passaggio su Guardiola: «In questa stagione, Guardiola ha risparmiato spesso Xavi e Iniesta, mentre non ha mai fatto riposare Messi. Così gli spagnoli sono arrivati freschi al Mondiale, mentre Messi no».

Brasile poco spettacolare - Su Dunga e il Brasile: «Le sorprese possono essere la Costa d’Avorio e il Portogallo che potrebbe dare fastidio al Brasile. Ma il Brasile è sempre il Brasile e con due tiri in porta può vincere la partita». Non giocando bene, ma con due tiri in porta...

Fair play non di facciata - Sulla Fifa e gli arbitri: «Spero che il fairplay non sia solo una cosa di facciata, con i bambini che sventolano le bandierine. Spero che gli arbitri e la Fifa spediscano in tribuna chi non vuole giocare e in campo chi vuole giocare». Cioè Messi.

Amarcord - Gli regalano una maglietta del Sudafrica, lo fotografano col discusso pallone mondiale in mano, e poi tocca a un giornalista di Pretoria fargli una domanda: scusi Maradona, che può dirci di Messi? Diego lo riconosce, è Grobelaar, l’ex portiere del Liverpool. «Ma tu sei il portiere!» e fa il gesto delle braccia protese. «Tu sei Grobelaar».

Domande a raffica - Parte una raffica di domande.
"Ci dà la formazione"?
«No». 
"Ha dubbi"?

«No».
"Ha in mente la formazione da tempo"?
«Sì».

L'avversario - Si sofferma sulla Nigeria: «Noi ci conosciamo bene. La Nigeria è una squadra forte, dura, ma noi siamo preparati per questo debutto. Non sono mai arrivato, da giocatore, alla vigilia di un Mondiale con 23 giocatori in piena forma». Gli chiedono se Messi giocherà tutte le partite e tutti i minuti di questo Mondiale. «Dipende da come si metteranno le partite».

Ringraziamento - Finale di ringraziamento: «Se oggi sono qui lo devo alle mie figlie». Ultima domanda: dobbiamo aspettarci sorprese? «No, l’unica sorpresa è se gioco io». E se davvero non ci saranno sorprese, domani l’Argentina giocherà con il 4-2-3-1: Romero; Jonas, Demichelis, Samuel, Heinze; Veron, Mascherano; Di Maria, Messi, Tevez; Higuain.

Fonte: Corriere dello Sport


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di Roberto Russo
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