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La questione con il fisco italiano rimane aperta

Maradona: "Sono un perseguitato"


Diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona
14/02/2014, 17:27

MILANO - Ogni volta che Maradona torna in Italia si ripresenta la stessa tiritera. La questione con il fisco rimane aperta, ma il fenomeno argentino vorrebbe chiuderla al più presto grazie all'intervento dei suoi avvocati. "Sono un perseguitato, non un evasore e non ho niente da nascondere". Queste le ultime sue dichiarazioni circa la questione. "Questi 40 milioni di cui si parla - continua l'ex fuoriclasse argentino - non li ho e non li ho nemmeno mai guadagnati. Voglio poter tornare in Italia tranquillamente e ringrazio quelli che mi stanno aiutando perché so che un giorno arriverà la giustizia". L'ex Pibe de Oro continua ormai da mesi a proclamarsi innocente, attaccando nel contempo la giustizia italiana: "Quando ero al Napoli io pensavo a giocare al calcio, erano Ferlaino e Coppola che si occupavano dei contratti - continua Maradona -. Loro ora camminano tranquillamente per strada, a me invece quando vengo in Italia il fisco sequestra gli orecchini. Vorrà dire che allora resterò a casa". A chi gli domanda se la questione del debito contratto con lo stato italiano abbia condizionato la sua carriera da allenatore, Maradona risponde: "Non vengo in Italia a cercare lavoro. Il mio obiettivo è andare a Napoli a vedere le partite, salutare gli amici e poter tornare quando voglio. Circa le questioni calcistiche, l'ex numero 10 non nega un commento sulla squadra di Benitez: "La Juve è troppo lontana e il Napoli ha ancora bisogno di qualcosa per puntare allo scudetto. L'allenatore però - conclude Maradona - è quello giusto e mi piace molto il progetto voluto da De Laurentiis".

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di Redazione
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