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Due storie affini fra i marsigliesi e i partenopei

Marsiglia e Napoli, vicini e lontani


Marsiglia e Napoli, vicini e lontani
20/10/2013, 09:55

NAPOLI - Venerdì sera, mentre il Napoli veniva superato all'Olimpico  dalla capolista Roma, il Marsiglia perdeva in casa del Nizza lasciando, così, la zona europa. La prima "coincidenza": due sconfitte fuori casa per entrambi i club che si affronteranno martedì al Vèlodrome di Marsiglia. Due palamares differenti. L'albo partenopeo più scarnito (2 scudetti, 4 coppe italia, 1 super coppa italiana e 1 coppa uefa), quello marsiglierse decisamente più ricco (9 titoli francesi, 10 coppe nazionali, 3 super coppe francesi, 3 coppe di lega ed 1 Champions League). Purtroppo, non è nei palmares che si riscontrano le affinità fra le due città, fra i due club. Secondo la storia calcistica, entrambi i club hanno sempre mantenuto una tradizione di squadre tecniche costruite sui talenti individuali dei fantastici numeri 10. A Napoli il Pibe de Oro, Diego Armando Maradona, oscurò, con le sue prodezze, altri numeri gradi "dieci" della storia calcistica partenopea (Zola, Sivori, Dirceu). L'Olympique non è da meno: Abedi Pelè, Enzo Francescoli, Chris Waddle, Dragan Stojkovic. Il Marsiglia dei grandi fantasisti mise fine al dominio europeo del Milan di Sacchi nel 1991. I francesi vinsero la coppa dei campioni nel 1993 battendo il Milan di Capello in finale. Bottino "fantasista" che si sarebbe potuto arricchire proprio con Maradona quando Bernard Tapie si trovò ad un passo dal suo acquisto ma Corrado Ferlaino fece saltare l'affare all'ultimo momento. Altra affinità è legata, purtroppo, al declino dei due club dopo gli anni 80' e 90', anni d'oro. Per i francesi ci fu un declino immediato. Dopo la vittoria in Champions League, i marsigliesi furono investiti dallo scandalo per l'incontro addomesticato con il Valenciennes, che precedeva la finale di coppa con il Milan. Seguirono esclusione dalle coppe, revoca del titolo francese e retrocessione in Ligue 2. Il declino dei partenopei fu più lento. Tutto inizia con l'addio forzato di Maradona e gli exploit di Zola e Fonseca illudono. La realtà fù che il Napoli non era più la squadra in grado di contendere il titolo al Milan di Sacchi e Capello. Altro fattore in comune fra Napoli e Marsiglia riguardava la rivalità calcistica, in quegli anni, con il Milan. La perdita dei risultati è seguita dal calo economico. La società azzurra perde forza economica e, quindi, la possibilità di attrarre a se giocatori di fama internazionale. I giorni in cui anche un campione come Bruno Giordano poteva finire in panchina, sono un ricordo. Nel 1998 il Napoli retrocede in Serie B, in cui disputa cinque delle sette stagioni successive, ma il fondo viene toccato nel 2004 quando, a causa del fallimento, i partenopei riparto dalla C1. Nasce, così, il nuovo Napoli targato De Laurentiis. Ci vogliono tre anni prima di arrivare in Serie A, ma la crescita è costante e così, in soli dieci anni, gli azzurri diventano squadra da scudetto e con grandi e serie ambizioni europee.
Torniamo, adesso, alla storia recentissima, alla Champions. Sia Napoli che Marsiglia sanno che questo match è fondamentale per procedere il cammino europeo. Il Napoli di Benitez vincendo avrebbe ottime probabilità di qualificarsi agli ottavi di Champions a discapito di Borussia o Arsenal. I francesi dovranno vincere, poichè ancora a 0 punti, per riaprire il discorso qualificazione, almeno per poter approdare in Europa League.
Altra piccola curiosità: il Vèlodrome vanta la stessa capienza del San Paolo.
Insomma, Napoli sarà ospite della Napoli di Francia. 

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di Redazione
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