Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

SCRIVE ANTONIO CORBO

"Mazzarri, DeLa e Bigon, spiegateci perché"...


'Mazzarri, DeLa e Bigon, spiegateci perché'...
07/05/2012, 11:05

Ventidue aprile 1990, anche in quella domenica così azzurra, così allegra di sole, si giocò la penultima di campionato. Bologna decise il secondo scudetto del Napoli. Sono passate 22 primavere. Ieri lo ha frenato nella corsa alla seconda Champions, con una sconfitta ancora tutta da capire.
Ai tifosi di allora e ai ragazzi di oggi è giusto ricordare quel 2-4. Con Maradona e Careca in campo, Albertino Bigon allenatore. Il Milan che intanto s’incartava a Verona. Ieri c’era il figlio, Riccardo, irato e pallido, dietro Mazzarri e Frustalupi, sulla stessa panchina, anche lui oppresso da troppi perché. È una scintilla di memoria quel 22 aprile 1990. Sarà d’aiuto per superare questa crisi di identità: il limite del Napoli è sentirsi senza passato, definisce le vittorie «imprese storiche», ripiega nel più avvilito pessimismo dopo le sconfitte dure, come a Londra e ieri. Calma, c’è ancora una partita in campionato, c’è ancora una finale di Coppa Italia, e c’è soprattutto una squadra forte, molto forte, da non rottamare, ma rilanciare nel futuro del calcio europeo. Magari più umile e assennata, come la sua grande storia le insegna.
Nel primo tempo il Napoli poteva segnare dai due ai quattro gol. Hanno banalmente sprecato Cavani e Hamsik, quelli che sbagliano meno. Nel secondo è invece crollato, ma sbandava anche quando aveva sfiorato tanti gol e colpito tre traverse. Era sfilacciato. Ciascuno giocava per conto proprio. I difensori lanciavano le punte, scavalcando i mediani. Non conta la partita di Bologna, ma l’intero campionato: il Napoli l’ha giocato con i pensieri in disordine, forse per una serie di annunci e contrordini, di errori ed episodi negativi che l’hanno privato di troppi punti in queste 37 giornate. Tutti travolti da un curioso destino: inesperienza ed euforia. Perché De Laurentiis disse che era la Champions il primo obiettivo? Perché Mazzarri ha attuato turnover azzardati? Perché Bigon non ha pescato al mercato, costato oltre 40 milioni, un solo giocatore quest’anno determinante in positivo? Soldi ne sono stati spesi, ma come? Perché Cavani, Hamsik, Lavezzi si sono sentiti star internazionali così presto e pensato alle rispettive quotazioni con i loro frenetici agenti? Ne deriva un campionato più modesto rispetto al precedente chiuso con terzo posto e 70 punti in 38 gare contro gli attuali 58 su 37. La media punti si è abbassata da 1,84 a 1,56. Le vittorie diminuite da 21 a 15, i pareggi aumentati da 7 a 13.
Si dà colpa alla difesa. No, alla fase difensiva. È diverso. Sono i centrocampisti che non chiudono. Inler si distrae nel primo e secondo gol del Bologna. Bello il gioco di Mazzarri sugli esterni ma se i due filano: Maggio, assorbito dagli Europei, ha giocato poco, male ed è stato sostituito peggio. Zuniga è troppo lontano dal miglior Dossena. Un modulo alternativo andava cercato.
Lavezzi non è più il trascinatore. Non c’è feeling con Mazzarri? Giusto, stia in panchina. Ma inutile sperare che risolva la partita nella ripresa: gioca da solo, ignorando Cavani, come se il pallone fosse suo. Ha ragione Mazzarri, ma sbaglia Pandev che gioca lento e spalle alla porta. Queste e altre le cose da chiarire: è fitta l’agenda dell’estate 2012.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”
PdM
 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©