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Mazzarri, ecco l'idea di un Lavezzi "part time"


Mazzarri, ecco l'idea di un Lavezzi 'part time'
01/05/2012, 10:05

Ops, chi è costui? Cercasi il Pocho disperatamente: tra le pieghe di Castelvolturno, in un sottile lavoro fisico e psicologico, confidando nella luna piena o nel profumo della primavera, aspettandolo che torni compiutamente e completamente e dunque dosandone la fatica: si gioca e però per farlo, e bene, le gambe devono rispondere al cervello, ma aver pure dentro tono muscolare e condizione, brillantezza e ferocia agonistica, praticamente l'esposizione pratica del benessere smarrito. Roma-Napoli è una pillola di partita, diciotto minuti più tre di recupero, ventuno effettivi contagiati però - umanamente - dall'eco della contrattura al quadricipite della coscia sinistra e dunque dal riflesso condizionato che Lavezzi può avvertire in fase di scatto, di accelerazione: la spada di Damocle, dopo accidenti nel genere, c'è però non si vede, ma s'avverte nell'aria, intorno al capo o persino dentro di esso.

L'ATTESA - Ops, Lavezzi c'è: e la versione part-time è una scelta che a Mazzarri viene suggerita dalla (mezza) serata dell'Olimpico attraversata dal Pocho con il freno sul pedale, nell'attesa di riscoprire la rapidità rassicurante dei giorni migliori e di costituire, di nuovo, una scheggia velenosa da infilare nei fianchi degli avversari, tra le loro difese che restano disarmate dinnanzi ad uno scugnizzo capace d'impressionare e persino d'incantare; una magìa per riusciread essere decisivo per il Napoli e un pochino anche per se stesso. 

DOPPIA CIFRA - Ops, dev'essere una maledizione quel tetto dei dieci gol in campionato, avvicinato mai come stavolta con un personale da primato (siamo a nove), blandito a più riprese e però ancora a portata di mano: il miglior Lavezzi del quinquennio partenopeo (undici reti complessive, due in Champions al Chelsea) può arrivarci, eccome, pure in questo finale in cui s'è ritrovato acciaccato da una dolenzia fastidiosa e pregiudizievole, una «nemica» occulta e inattesa spuntata alla vigilia della sfida con il Novara, affrontata mentre il Napoli raccoglie i sei punti che lo ricollocano nella scia della Lazio e ora da rimuovere e definitivamente con la cautela richiesta in casi del genere e l'autorevolezza di cui sa dotarsi un leader, pur in ruolo defilato.

SI SCALDA - Ops, la panchina: è una terapia che mescola le implicazioni fisiche a quelle psicologiche, è pure il riconoscimento meritocratico al Napoli che all'Olimpico - e pure a Lecce e al San Paolo con il Novara - ha mostrato di avere nervi saldi e idee chiarissime. E poi le partite durano novanta minuti e la stagione s'allunga sino al 20 maggio: il Palermo, il Bologna, il Siena e la Juventus sono in rapidissima successione e c'è un Napoli che aspetta il «Pocho». Ops, adelante.

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
 

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di Luigi Russo Spena
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