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IL TECNICO SI SPIEGA

Mazzarri: "L'espulsione? Volevo dare una scossa"


Mazzarri: 'L'espulsione? Volevo dare una scossa'
09/12/2011, 10:12

È stato davvero il girone della morte, l’unico in cui 10 punti non sono bastati per superare il turno. Ma il Napoli è vivo e vegeto e alla fine di febbraio giocherà ancora in Champions, contro ogni pronostico. L’impresa è storica, anche per l’eliminazione del Manchester City. Ed è giusto che ieri sia stata celebrata pure dal sito ufficiale dell’Uefa, con un titolo che somiglia a una investitura ed è un omaggio a Inler e Hamsik, che hanno messo la firma sulla vittoria decisiva. Era una bolgia l’aeroporto di Capodichino, quando il volo charter con a bordo la squadra è atterrato alle quattro del mattino. Mille persone con gli occhi spalancati e nessuna voglia di dormire, nemmeno quando gli eroi del Madrigal si sono dileguati sotto scorta e da un’uscita secondaria. Senza proteste. I tifosi si erano già sfogati al fischio finale: sia i tremila al seguito in Spagna, sia in città.
E in aereo si erano divertiti anche i giocatori. Lavezzi aveva portato la musica: argentina e napoletana, De Sanctis si era improvvisato ballerino sulle note di “Tu vuo’ fa l’americano”, con un ridicolo berretto azzurro sulla testa. Gli altri avevano ritmato con il battimani lo show. In disparte soltanto Mazzarri: taciturno e silenzioso. Ma ieri l’allenatore ha spiegato il motivo dei suoi comportamenti: in campo e fuori. L’espulsione se l’è andata a cercare, senza preoccuparsi del danno alla sua immagine. «Ho solo dato una piccola spinta a un calciatore spagnolo che stava perdendo tempo. Volevo fornire un input alla squadra a modo mio, per scuoterla. Speravo proprio che i ragazzi potessero trarre dal mio gesto uno stimolo in più, per conquistare la vittoria». Strategica anche la scelta del silenzio, dopo la partita. «L’allenatore deve metterci la faccia se le cose vanno male, non per prendersi dei complimenti. E poi sto pensando già alla prossima sfida, anche se sono contento di aver regalato questa gioia ai nostri tifosi, che l'aspettavano da tempo. Se sarò squalificato? Frustalupi è più bravo di me...». Nessun rimpianto, insomma. Ci mancherebbe. Neppure per i sacrifici imposti dalla Champions. «Qualche punto in campionato l'abbiamo perduto e potrà succedere ancora. Ma per noi era troppo importante il salto di qualità in Europa». Di tempo per risalire ce n’è ancora, però. «In classifica tutto è possibile: nel bene e nel male. Dipende da noi. C’è il rischio di adagiarsi su questo grande successo e pagare dazio domenica sera contro il Novara «, tiene alta la guardia Mazzarri, rinviando il discorso sui rinforzi. «Vedremo cosa si potrà fare sul mercato dopo il trittico di fine anno». E il sorteggio di Coppa? «Macché rivincita con il Barcellona, non illudiamo i tifosi». È dolce il ritorno sulla terra.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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