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Mazzarri, l'uomo dal tocco d'oro


Mazzarri, l'uomo dal tocco d'oro
16/03/2011, 11:03

Nessuno gli crede, a Mazzarri, malgrado il chiarimento di ieri su Radiomarte. Un chiarimento per la verità che non è stato tale. Ciò perché l’allenatore toscano ha ripetuto parola per parola quanto aveva detto sabato scorso, alla vigilia del match col Parma, a proposito delle voci che riguardano il suo presunto futuro, Juventus e Roma. Voci raccolte e denunciate in pubblico dal presidente De Laurentiis il quale dopo aver lanciato l’imperativo Mazzarri non si tocca, ha poi ipotizzato un possibile scenario futuro, quasi prendendo le distanze: «…Se poi il signor Mazzarri mi dice che vuole andare via…», in realtà qualcosa sembra si sia interrotto tra i due. Il patron avrebbe gradito una secca smentita da parte del tecnico e cioè «Resto a Napoli», il trainer invece si è creato una via d’uscita: «Ne parleremo a fine campionato, quando tireremo le somme. Al di là del contratto...», giustificando il suo silenzio sulla questione, per la salvaguardia della squadra e dell’unità dell’ambiente.
Mazzarri finora ha realizzato qualcosa di straordinario, la squadra vola, i complimenti per lui e per il gruppo si sprecano. Del resto, con il toscano il Napoli è cresciuto, non solo in personalità e classifica ma anche nel valore. Ecco perché per lui – con giusta causa – scalpitano e sgomitano nell’ombra Juventus e Roma: il mister di S. Vincenzo in meno di una stagione – quella scorsa – ha portato il Napoli in Europa League, cosa che non accadeva da 18 anni, conferendo alla squadra un carattere di ferro. Ma la qualità del suo lavoro non emerge soltanto dalla classifica attuale, quanto dal bilancio e la cosa non è indifferente: valorizzando la rosa e in particolare calciatori come Aronica, Grava, Pazienza e rilanciando Dossena, Maggio e Zuniga, determinando l’esplosione di Cavani, con la maturazione di Hamsik e Lavezzi, ha fatto triplicare il loro valore, in appena un anno (oggi attorno ai 150 milioni di euro). Il record di otto vittorie in trasferta e le osservazioni lusinghiere su di lui da parte di personaggi come Prandelli, Sacchi e Trapattoni, completano il quadro. La domanda ora è una sola: riuscirà don Aurelio a trattenerlo sulla panchina azzurra, al di là del contratto?

fonte:Leggo

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di Redazione
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