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PARLA IL TECNICO

Mazzarri: "Non accontentarsi mai. Rosa adeguata"


Mazzarri: 'Non accontentarsi mai. Rosa adeguata'
19/11/2010, 10:11

Walter Mazzarri come mai si è presentato al pubblico. In un'intervista a "Il Mattino" il tecnico del Napoli ha parlato della sua carriera da ct azzurro e dell'andamento dell'attuale campionato. Da Bologna a Bologna, con la squadra emiliana cominciò l'amore tra Mazzarri e Napoli: "Cominciammo in un pomeriggio d’ottobre contro il Bologna, non c’era tanta gente al San Paolo. Sono passati tredici mesi. Ai risultati aggiungo la nostra interpretazione del calcio: bella, propositiva, divertente.
Obbiettivo per quest'anno? Ai giocatori dico di non accontentarsi mai e non metto limiti alle possibilità e alla crescita della squadra. Sono un ottimista, però niente proclami. Gli obiettivi devono fissarli i club che nelle loro centenarie tradizioni hanno sempre avuto posizioni di vertice e contano su calciatori di grande esperienza internazionale. Società e squadra lavorano affinché si crei un’organizzazione che consenta di raggiungere e mantenere certi livelli. Ma non dobbiamo fare le cicale.
Rapporto con De Laurentiis? Il presidente parla di un progetto di cinque anni per assestarsi su quelle posizioni. Non bisogna fare come la cicala: un anno straordinario e poi incredibili disfatte. È accaduto anche qui: ricordate dove De Laurentiis prese il Napoli? Ci sono i bilanci da rispettare, il fair play finanziario. Intanto, abbiamo raggiunto alcuni obiettivi, come la qualificazione al girone di Europa League e non è nostra intenzione fermarci».
La rosa è adeguata per due competizioni? Il numero è giusto. Lascio fuori dai tre ai quattro uomini a partita. Ci sono le alternative: Zuniga per Maggio, Vitale per Dossena. Non si possono avere più di 22 giocatori. Poi c’è l’aspetto dell’esperienza: tanti ragazzi la stanno acquisendo adesso. È stata fatta una scrematura: se vi fosse stato un numero più ampio la situazione sarebbe peggiorata sotto l’aspetto della partecipazione al lavoro e dei costi. Abbiamo cominciato con aggiustamenti e miglioramenti. Il progetto Napoli, tecnico e aziendale, è appena cominciato».
Un acquisto a gennaio? De Laurentiis ha creato una struttura forte. Parla soprattutto con Fassone e Bigon, io mi dedico al lavoro sul campo, quello che mi piace di più. Riferisco ai dirigenti, però di mercato, se vogliono, parlano loro. Io sono il responsabile dei giocatori che mi sono stati assegnati. In un anno abbiamo costruito non solo il gioco, ma anche la mentalità della squadra. Se c’è chiarezza nel rapporto con la società, io accetto qualsiasi sfida.
La squadra soffre i numerosi impegni? Era prevedibile che avremmo pagato qualcosa. Un anno fa c’era la settimana tipo prima di una gara, adesso il sistema di preparazione è differente perché si gioca spesso ogni tre giorni. I meccanismi funzionano perché è stato mantenuto lo zoccolo duro. De Laurentiis ha indicato un piazzamento dal quinto al decimo posto, noi riteniamo questa come una stagione di crescita. Sul campo, non con le parole, dovremo cercare di fare qualcosa di straordinario come un anno fa».
Rapproto con i calciatori? Vedo i calciatori con l’occhio del padre verso i figli: sono contento se mi danno soddisfazioni. Se Lavezzi ha riconquistato il posto nell’Argentina, è merito anche del Napoli.
Hamsik e Maggio deludono? Hanno giocato più di altri, quindi un po’ usurati, però sono importanti. Cerco di gestirli, in particolare Hamsik: uno come lui è importante anche se al 60 per cento. Li apprezzo per la fase difensiva e per l’equilibrio tattico.
Binomio Napoli tra calcio e relatà? Ho voluto il Napoli perché in questa città il calcio è un’occasione di riscatto sociale. La sfida mi è piaciuta. Ai tifosi abbiamo dedicato vittorie importanti: il loro entusiasmo è un valore aggiunto, se interpretato con equilibrio.
Se ho un sogno? Prima del campionato faccio un voto e alla fine vado in un santuario per scioglierlo: gli obiettivi li ho raggiunti sempre. Ho fatto un voto anche quest’anno, però non lo rivelerò mai".

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di Salvatore Formisano
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