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LA CRITICA

"Mazzarri, non si vince solo con le ripartenze"


'Mazzarri, non si vince solo con le ripartenze'
17/10/2011, 10:10

IL SABATO nero restituisce alla Champions il miglior Napoli possibile. Non ha un gioco alternativo per battere le squadre più deboli. Le subisce. L’unico modulo di Mazzarri funziona con le più forti. Quindi: niente paura domani, il Bayern è fortissimo.

I CAMPIONI di Monaco saranno ancora più spavaldi. Meglio così. Non si chiuderanno come il Parma, lasciando spazi al Napoli, che è un fulmine nelle ripartenze. Con il 4-0 sull’Hertha Berlino sono primi nella Bundesliga. Il vantaggio è aumentato sabato: più 5 sul Borussia di Mönchengladbach sconfitto in casa dal Bayer Leverkusen. Altri motivi ricaricano il Napoli, per fortuna: è trascorsa una tranquilla domenica, con Udinese e Juve bloccate sul pari, dopo sei gare hanno solo 12 punti, da quasi vent’anni le prime non andavano così piano. Un campionato così lento attenua i rimorsi del Napoli, gli offre grandi margini di recupero. Certo che può ancora vincerlo. Ma invita a riflettere. È stato giusto dichiarare che la Champions è «il primo obiettivo della stagione»? Un grande club, a ottobre, non lo dice, non deve dirlo. Non fosse altro: mai caricare di troppe responsabilità la squadra in una coppa di altissimo livello tecnico, né demotivarla in un campionato così modesto e incerto, quindi aperto. I tifosi ora temono che il Napoli soffra di inesperienza. E la sconfitta di sabato conferma il dubbio. Mazzarri dice: «Una partita storta». No, il contrario. Era forse molto scosso sabato sera. Avrà avuto una domenica per riflettere sui risultati contraddittori, e intuirne la causa. Sei gol alle milanesi, 3-1 al Milan e 0-3 all’Inter. Sei punti lasciati a Chievo e Parma. Negli ultimi incontri interni prima Mihajlovic con la Fiorentina (0-0 abbondante) poi Colomba sono apparsi due giganti della strategia, quasi fossero gli eredi del generale Erwin Rommel, visto come hanno sorpreso il Napoli. Che aveva appena umiliato l’Inter a Milano e prestato otto giocatori a varie nazionali. Non una partita storta, né un caso isolato. È evidente: il Napoli gioca meglio con i più forti, con chi ha il dominio del gioco, perché con l’aggressiva fantasia dei suoi scattisti si riversa negli spazi liberi e colpisce. Se trova invece squadre chiuse, che giocano dietro la linea della palla, il Napoli si ferma a metà campo, nella ste sa angoscia di chi trova all’aeroporto un volo cancellato: e ora che faccio? Il Parma ha sbarrato le corsie esterne: a destra Zaccardo e Biabiany per arginare Dossena e portare a spasso Aronica. A sinistra ha impedito a Maggio la sua corsa lunga e dritta per guadagnare profondità: due difensori mancini, Gobbi e Modesto, uno davanti all’altro, sono stati il suo semaforo rosso. Non solo: hanno anche segnato, tutt’e due e sempre dallo stesso varco lasciato aperto dal girovago Campagnaro. Il Napoli, che dava libertà a Giovinco e confermava la linea difensiva a 3 contro Floccari unica punta, ha optato per la difesa a 4 solo dopo il gol. Come dire: prima i ladri, poi l’antifurto. Un allenatore che ha meritato la Champions, che dedica tanta passione in settimana al suo lavoro, che si ingolfa anche in discorsi impegnativi per dare a Napoli «le vittorie per un riscatto sociale» come annunciò la scorsa settimana, dovrebbe essere più rapido nelle contromosse. Rimodellare subito la squadra, fortissima ma vulnerabile. Perché è monotematica. Per la stima che si è guadagnato finora, non può essere nel suo stadio così facile preda per Mihajlovic e Colomba. Non si offende nessuno se in certe partite cambia modulo: difesa a 4, un centrocampista in più quando Hamsik si defila, subito Mascara che filtra meglio in dribbling contro squadre arroccate, sono tante le ipotesi. Va comunque attrezzata una formazione flessibile. Ma avrà tempo per studiare delle varianti tattiche, calma. Ora Mazzarri deve solo ricaricare il Napoli, come sa fare lui. La sua migliore qualità: motivare i giocatori depressi, tirarne fuori gli artigli e aggredire gli avversari più forti. Il Bayern è la sua partita.
Fonte: la Repubblica

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di Redazione
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