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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Mazzarri, sopporta le vittorie e diverrai grande"


'Mazzarri, sopporta le vittorie e diverrai grande'
23/12/2011, 10:12

I suoi pochi biografi giurano che non aveva mai vinto così largo. Chi ribalta un inedito 6-1 nell’ultimo mistero buffo del calcio? Walter Mazzarri è sparito l’altra sera nel buio dell’A1 con i suoi strani perché, un minuto dopo la disfatta del Genoa. Si è negato a Sky, Mediaset e Rai violando regole e contratti. Non ha spiegato nulla, ha provato il Napoli a farlo con il signorile imbarazzo del direttore generale Marco Fassone, poi con il fanciullesco stupore di Riccardo Bigon, direttore sportivo. Aveva fretta di tornare a Empoli, di che vi meravigliate? A Bigon sembrava normale, niente di peggio per accreditare le ipotesi peggiori. A mezzanotte l’Italia del calcio era certa che avesse di nuovo litigato con il presidente, suo inseparabile nemico. Opinionisti e conduttori dei telesalotti sportivi si sono lanciati sulla trama con la voracità dei gialli di Cogne e Avetrana. E il 6-1, e il Napoli che aveva finalmente cancellato la sconfitta con la Roma e ripartiva in campionato? Tutto dimenticato. Non c’era più tempo per i titolisti dei quotidiani. “Fuga dopo la vittoria”, ovvio. Giocando sul film diretto da John Huston nel 1981, con calciatori scritturati, tra questi Pelè. Anche “Fuga per la vittoria” era calcio e guerra.
Ma sono davvero in guerra Mazzarri e De Laurentiis? Ora di sicuro no. Dopo le partite peggiori Mazzarri è puntuale in sala stampa. Magari per dire dopo il più stinto 0-0 che il Napoli meritava di farne 4. «Io quando perdo ci metto la faccia», si vanta con il suo staff. Reagisce male ai successi, quindi? Era in corsa per lo scudetto l’anno scorso, è scivolato al terzo posto, perdendo 10 punti su 15 nelle ultime 5 gare per un bisticcio mai chiarito con De Laurentiis. Riparò in fondo al pullman a Vila-Real, senza più voce né lacrime, attonito tra rabbia e gioia. Espulso mentre la squadra entrava da sola negli ottavi di Champions. Un amico gli prestò la battuta dolciastra, e si tirò su. «Mi sono fatto cacciare per dare una scossa alla squadra». Ma qualcuno sospetta, riferisce e scrive che aveva minacciato le dimissioni dopo una lite con De Laurentiis, che ieri ancora una volta l’ha negata, raccontando invece un uomo stremato a fine partita, travolto da emozioni confuse. Vince adesso 6-1, risultato che fa licenziare il collega Malesani e rasserena finalmente il Napoli, a lui?
Mazzarri sparisce di nuovo, offrendo gli elementi per montare un caso Napoli. Se solo avesse calcolato gli effetti dei suoi crolli d’umore, i dubbi che turbano i tifosi ed eccitano i rivali più invidiosi, i danni d’immagine alla società e a se stesso, sarebbe già pentito. Aspettate che torni, qualcosa dirà. Forse è solo la storia di un uomo davvero onesto, in buona fede sino all’autolesionismo, ostaggio di se stesso, ambizioso e irascibile, per nulla protetto nel suo club, blandito dai troppi professionisti del sì. Napoli è la sua prima grande piazza. Emotivo in panchina, esemplare nella preparazione, carismatico con i giocatori, se ne ha pochi. Merita un futuro. Se non glielo dicono, ci pensi almeno lui: è bravo, sa perdere con dignità, ma non sarà mai grande finché non sopporterà anche le vittorie.
FONTE: ANTONIO CORBO PER "REPUBBLICA"

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di Redazione
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