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IL MISTER

Mazzarri:"Il temperamento,la nostra forza"


Mazzarri:'Il temperamento,la nostra forza'
15/10/2010, 13:10

Il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, alla vigilia del match di campionato che vedrà gli azzurri impegnati a Catania, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano La Repubblica che permettono di mettere a fuoco ancora meglio i concetti calcistici dell'allenatore toscano: "Dico sempre ai miei giocatori: Non guardate la faccia del compagno a cui date la palla, limitatevi a guardare il colore della maglia. Non fatevi influenzare dal nome. Questo per me è il concetto di squadra. Il mio Napoli ricorda tanto quello di Vinicio per qualità del gioco e vivacità. Attacchiamo in cinque: Maggio, Dossena, Hamsik, Cavani e Lavezzi, ma anche con i due mediani e Campagnaro. Arriviamo anche al 70% di possesso palla e siamo una squadra d'attacco. Più i giocatori hanno temperamento e meglio mi ci trovo. Io credo nel faccia a faccia. Quando arrivai a Livorno poco prima Lucarelli aveva lanciato un vassoio in faccia ad un allenatore. Io non ci ho mai avuto problemi. Cassano ha un ottimo ricordo di me e mi dice che non so vendermi. Forse ha ragione, ma io non sono uno da pubbliche relazioni. Ho fatto la gavetta. Sono partito da osservatore fino a fare il secondo di Ulivieri. Oggi chiamo tutti i collaboratori alle 9 così ho un quadro completo. So che i nazionali sono tornati e così si prepara subito l'allenamento. Allenarsi è la cosa più importante perchè i calciatori così scaldano il loro motore. Bisogna sempre sorprendere i ragazzi. Ricordo che lo scorso anno quando al San Paolo contro il Milan eravamo sotto di due gol al 45', i giocatori si aspettavano una strigliata negli spogliatoi. Invece io dissi loro: Nei prossimi giorni parleremo degli errori che abbiamo commesso. Ora rientriamo in campo e ripartiamo dallo zero a zero. Facciamogli tre gol. Due furono più che sufficienti. Cavani? I gol parlano per lui, ma non sono l'unica cosa. Edinson ha rincorso Pizarro fin nella sua area. Il calcio di oggi è un attacco senza punti di riferimento. Cito la mia Samp con Cassano e Bellucci e la miglior Roma di Spalletti".

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di Gianluca Cammarota
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