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Megaride Basket Napoli: intervista alla guardia Davide Mangani


Megaride Basket Napoli: intervista alla guardia Davide Mangani
15/11/2011, 15:11

Ritorna al lavoro la Megaride Basket Napoli, in preparazione al match esterno contro la Nuova Pallacanestro Monteroni - domenica 20 novembre, ore 18 al Pala Lauretti di Lecce - valevole per la nona giornata del campionato di DNC, girone H. Reduce dall’amara sconfitta subita per tre lunghezze nello scontro diretto con l’AP Monopoli, il team napoletano è pronto a rimboccarsi le maniche per cercare di riscattarsi in quella che può essere chiamata una “mission impossible”. A gravare sulla condizione attuale della Megaride, c’è una sfilza di circostanze sfavorevoli, partendo dagli infortuni con cui i ragazzi di coach Massimo Massaro hanno dovuto fare i conti proprio nel momento meno clemente del calendario. “Quando perdi una partita in questo modo, non vedi l'ora di tornare in campo, concentrarti sul prossimo impegno e vendere cara la pelle pur di vincere la partita successiva”, ha detto la guardia biancoazzurra Davide Mangani, che esamina il momento, iniziando proprio dalla gara persa in casa contro i pugliesi.
“E’ stata l'ennesima partita che abbiamo concesso agli avversari per pochi punti di scarto. E’ stato davvero un peccato perché abbiamo tenuto la testa avanti per quasi tutto l’arco della partita, sorpassando anche di dieci lunghezze e abbiamo pagato nuovamente l’ inesperienza nell’ultimo minuto di gioco, non riuscendo a mantenere la giusta lucidità in campo”.

Nelle prime giornate, la squadra è partita con il piede giusto, poi si sono registrate tre sconfitte di fila: guardando anche la classifica, come valuti la situazione odierna?

“Partendo dal presupposto che siamo una ‘matricola’, disegnata in base ad un prospetto ben preciso, che è proprio quello di insegnarci quelle piccole cose che differenziano un buon giocatore da un ottimo giocatore, direi che la nostra squadra sta disputando un campionato più che onorevole. Possiamo vincere e perdere, ma credo che la nostra classifica sia un po’ bugiarda visto l’andamento di alcune partite che abbiamo gettato alle ortiche solo nel finale. I dettagli ci mancano, ma il progetto Vivi Basket è proprio sinonimo di crescita, quindi sono certo che miglioreremo”.

La tua esperienza al Vivi Basket ti ha portato anche a una convocazione alla Temple Univerity.

“Si, questa estate ho fatto un provino con la squadra di Temple University e sono stato perfino convocato per un “Walk on”, cioè un periodo di prova. Credo che i fondamentali acquisiti nel Progetto Vivi Basket, specie i movimenti difensivi, siano stati la chiave per far ‘incuriosire’ il coach d’oltreoceano”.

Se ti chiedessero della tua esperienza sui “playground” americani, cosa racconteresti?

“I campi americani sono qualcosa di incredibile, li si vive per la ‘palla a spicchi’ ed ogni sfida va oltre il vincere o perdere: c'è in gioco l'onore personale. C'è una quantità di talento immenso che è bilanciata dalla totale mancanza di fondamentali di questi ragazzi che seguono l'istinto e quasi mai il cervello. Eppure, anche se possono essere molto ‘grezzi’ tecnicamente, sono veramente immarcabili”.

Ti sei laureato da poco in Scienze Biotecnologiche nei tempi regolari, continuando sempre a giocare a basket: quanto è importante lo sport nella tua vita?

“Mi sono laureato in tre anni precisi senza alcun ritardo e con 110 e lode, continuando sempre a giocare senza problemi. Anzi, molto spesso gli allenamenti e le partite sono stati la benzina per i miei studi. Senza il basket non so come avrei fatto, è una fetta fondamentale della mia vita. Credo che tutti dovrebbero fare sport perché è una via di comprensione del proprio fisico, dei propri limiti, ma specialmente è una ‘scuola della competizione’, dove s’impara a confrontarsi, chiedendo sempre il massimo a se stessi. Possono sicuramente esserci periodi difficili e allora è importante avere compagni di squadra che continuano a credere in te e, soprattutto, persone al proprio fianco che, dandoti serenità, ti permettono di rendere al meglio quando devi scendere in campo".

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di Redazione
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