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POCAHONTAS

Meteore, alla ricerca del bidone perduto: Rossitto


Meteore, alla ricerca del bidone perduto: Rossitto
04/11/2011, 13:11

Tra i tanti bidoni azzurri che ci avete segnalato, urlato, confidato, suggerito, ve n'è uno che era arrivato nel suo periodo migliore a Napoli. Abbiamo già parlato di calciatori che erano arrivati nella ridente città partenopea all'inizio della carriera, inesperti, impreparati alla pressione che trasmette una delle tifoserie più calde del mondo. Fabio Rossitto invece, classe '71, era arrivato con grandissime aspettative. Il mediano dell'Udinese, nonostante sotto la casella di minuti giocati a Euro 96 con la maglia azzurra vi fosse uno zero spaccato, era stato convocato dall'alllora Ct Sacchi perchè emerso tra una miriade di centrocampisti centrali, come uno dei calciatori più resistenti e instancabili del panorama nazionale se non europeo. La spedizione azzurra, fallimentare, si spense sul rigore sbagliato da uno che di rigori ne sbagliava pochissimo, l'ex napoletano Zola. Ma Rossitto ormai era sulla cresta dell'onda e firmò per il Napoli nella stagione che come sappiamo tutti, coincise con l'inizio della fine. Due stagioni, dal '97 al '99, 53 presenze e 2 gol, deludenti, scadenti e che affiorano ancora oggi nei ricordi di chi non vuole dimenticare il passato, potendo apprezzare il Napoli che è tornato nell'elite del calcio mondiale, dopo anni di fallimenti e sconfitte. Rossitto passa dal dinamismo friulano, alla lentezza più esasperante, da "Quattro Polmoni" a "Pocahontas" (famigerata era la sua chioma), da nazionale a giocatore da Serie B. Una regia molle, al punto che gli allenatori del Napoli di allora (Mutti, Mazzone, Galeone e Montefusco) gli preferirono gente come Allegri, Asanovic, Longo e Altomare. Un disastro. In seguito dichiarerà di avere ancora oggi dei grossi rimpianti sull'esperienza azzurra: "Arrivai a Napoli con enormi aspettative, venivo dalla convocazione in azzurro, nel Napoli c'erano troppi giovani che non riuscirono a sviluppare le loro potenzialità". Le potenzialità non furono espresse per motivi soggettivi, ma onestamente le potenzialità dell'ex calcitore che aveva incantato l'Italia qui a Napoli non si sono mai viste.

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di Roberto Russo
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