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PARLA ROBERTO MANCINI

"Mi piace Lavezzi, ma anche Hamisk e Cavani"


'Mi piace Lavezzi, ma anche Hamisk e Cavani'
02/07/2011, 10:07

PORTO CERVO (Olbia Tempio). L’allenatore manager del Manchester City Roberto Mancini ci fa un segno con la mano e ci fa avvicinare per parlare un po’. É passata l’una di notte e al Sottovento, locale storico della Costa che ha resistito a tutte le invasioni briatoriane, la cena è quasi finita. I calciatori sono arrivati anche se Aquilani e Macheda sono più tranquilli e il tavolo imperiale di Pancaro è un ricordo. Mancio osserva e sorride. Sua moglie Federica, premio «abbronzatissima 2011» balla con Barbara Marcolin.
E’ ora di parlare un po’ di calcio e di come è cambiata la vita del Mancio, la cui classe, dentro e fuori, resta intatta: «É cambiata perché il 5 luglio si comincia. Le vacanze sono ormai finite, ricordo quelle di 3 anni fa, quando ero senza squadra: feci 3 mesi e furono bellissimi. A parte tutto, è cambiato un po’ il modo di vivere il calcio».
Come vive il nuovo ruolo di manager del City? «Innanzitutto alleno sempre sul campo. Comunque, mi piace, sono più responsabile, partecipo attivamente alla vita del club e conduco le trattative per i giocatori. Parlo con procuratori e dirigenti, insomma seguo in prima persona. Poi, quando si va a chiudere, intervengono persone che seguono più la parte amministrativa. Certo, sto facendo piano, è una cosa nuova, ma non c’è nessuno sopra di me, lavoro in un grande club con una proprietà straordinaria ».
Neppure il signor Williams che dovrebbe sfoltire gli esuberi? «Non so chi sia il signor Williams ».
Come è cambiato il modo di vivere il calcio fuori dall’Italia? «Il calcio è sempre quello, ma dopo 30 anni di Italia un’esperienza all’estero, che mi arricchisce tanto, ci voleva. La Premier è il massimo. Noi stiamo bene, anche come famiglia, il clima, magari, non è dei migliori».
Nostalgia? «Come detto, no, perché in Italia ho passato 30 anni».
Cosa le arriva dall’Italia? «A volte i tortellini, che adoro, e il pesto».
Come giudica la scelta dell’Inter del nuovo allenatore Gasperini?
«É un buon allenatore, lo apprezzo. Poi bisognerà vedere come andrà la stagione. Il calcio italiano lo seguo sempre e tanto, guardo molte partite in tv, di tutte le squadre».
Chi l’ha colpita maggiormente a livello di gioco? «Il Milan innanzitutto, poi metto il Napoli e l’Udinese».
Ha seguito Sanchez, poi ha dichiarato di fermarsi nella trattativa per il costo troppo elevato. Chi le piace del nostro campionato oltre a lui e a Lavezzi, da lei più volte apprezzato?
«Lavezzi mi piace, ma anche Hamsik e Cavani. Pastore un po’ meno. Poi, se penso all’Udinese, mi vengono in mente Armero e Isla e devo dire Di Natale. Un peccato che ormai sia avanti con gli anni, ma è un campione. Mi è piaciuto anche Nainggolan del Cagliari. Naturalmente non ho citato i ragazzi dell’Inter per i quali ho un debole. Quelli che ho allenato li ritengo grandi giocatori».
Ne ha dimenticato uno che sta trattando da giorni: Cerci della Fiorentina. «É bravo, ha fatto bene, soprattutto nel finale di campionato. Sì, mi piace, l’ho trattato, ma ancora non è del City».
Chi è già del City? «Savic, direi che lui è stato preso ».
E Nasri? «No, non ancora».
Le interessa anche Giuseppe Rossi? «Per il momento non lo abbiamo trattato».
Parliamo un po’ dei suoi e cominciamo da Balotelli che quest’estate, a parte l’episodio di Scampia, sembra più rilassato e tranquillo... «Mario ha 20 anni ed è giusto che li viva. Credetemi: è molto migliorato. Io ci parlo tanto e mi ascolta, è amico dei miei figli e spesso, da padre, lo capisco. Voglio aggiungere una cosa: è davvero fortissimo e lo scorso campionato lo ha dimostrato. Quest’anno può fare meglio ».
Yaya Tourè, che le ha pure risolto delle partite, e David Silva? «Sono due fuoriclasse autentici. Molto amati dal pubblico del City».
Tevez, il tanto discusso Tevez. Resterà? “Sì, ma certo che resterà, è un calciatore fantastico. Si era parlato di uno scambio con Eto’o, ma tanto Eto’o l’Inter non lo vende» (si inserisce il vice Salsano che spiega che “anche Dzeko resterà con noi, ora si è ambientato e vedrete un grande attaccante”).
Come vi ponete nei confronti della Champions League? «Non vorremmo essere una comparsa dopo averla conquistato la partecipazione con merito, ma ci piacerebbe essere protagonisti. Per questo ci stiamo attrezzando. Il nostro obiettivo è quello di prendere i giocatori migliori, anche se non agiamo come molti pensano puntando dieci milioni in più rispetto agli altri club. Il fair play finanziario vale per tutti».
Perché il Manchester United continua a dominare? «Perché ha una forza interiore incredibile che a noi ancora manca. Vince da sempre e ha una mentalità incredibile».
Chi sono i giocatori che ammira di più in Premier, esclusi, naturalmente, i suoi? «Giggs e Fabregas».
Mancini, le viene mai la voglia di tornare a lavorare in Italia? “No, ora sono in Inghilterra e ho ancora due anni di contratto col City dove sto bene e ho un bel rapporto con i proprietari. Mansur ci è vicino e il presidente Khaldum ci segue venendo a Manchester. Vede, in Italia gli stadi sono vuoti e questo mi fa una gran tristezza. Quindici anni fa erano pieni. La politica degli impianti di proprietà deve decollare, altrimenti i ragazzi continueranno a organizzarsi per venire a vedere la Premier, due volte all’anno. Io ammiro la Juve che è stata intelligente e ha aperto una strada importante. Anche per questo sono convinto che risalirà alla grande, ma per il prossimo campionato il Milan è ancora favorito».
E l’Inter? “Ogni tanto mi sento con Moratti”.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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