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LO SCRIVE IL ROMA

Milan-Napoli, tre tenori alla Scala del calcio


Milan-Napoli, tre tenori alla Scala del calcio
05/02/2012, 10:02

Non possono concedersi un'altra battuta a vuoto nel giro di quattro giorni. Se la Juve si stacca di altri punti, lo scudetto prenderà la strada di Torino. In questo particolare momento milanista di poca serenità il Napoli potrebbe inserire il cuneo di una gara a sorpresa. San Siro è sempre una grande platea e Mazzarri è eccitato. Sogna la bella figura e chiede agli azzurri una esibizione di personalità. Cannavaro ricompone la difesa. Torna Lavezzi per fare scintille all'attacco (Pandev in panchina). Riposa Inler.

Ci sono i tre tenori alla Scala del calcio e il Milan tradisce una certa ansia. Molto si affida ai tentacoli di Ibrahimovic, l'uomo capace di sradicare ogni difesa: sempre un gol nel piedone e assist-man. Un bel problema per il Napoli. Molti ricordano come, una volta, il piccolo grande Grava si attaccò al gigante svedese (come cozza allo scoglio, direbbe Boskov). Ci sarà un gran lavoro da fare sul perticone. Napoli al completo, Milan con i soliti indisponibili (soprattutto Boateng che ha la forza di Tarzan, fuori Nesta e in campo Mexes, il biondone francese col toupè). Non giocherà il "piccolo faraone". Fuori Cassano, Allegri ha difficoltà a scegliere il partner ideale per Ibrahimovic. Contro il Napoli libera la fantasia frenetica di Robinho, capace di esaltarsi e di perdersi nel mulinello delle gambe.

Occhio a Nocerino che, come il Cambiasso di un tempo, piomba in area per il gol (già sette volte a segno, è il vice-goleador di Allegri). Il Milan ha un gioco prevalentemente compassato. Se va in difficoltà a centrocampo, butta il pallone a settanta metri per Ibra. Si sa come gioca. Palleggia e piazza la palla negli spazi. La domanda è come giocherà il Napoli (tre punti nelle ultime quattro partite, squadra record in pareggi, quasi la metà delle partite giocate). Quali sono le condizioni di Campagnaro e Maggio proprio sul versante di Gulliver (definizione di Conte per Ibrahimovic)? Se difesa e mediani tengono, senza lasciare campo agli avversari (Gargano più in copertura?), le ripartenze possono mettere in difficoltà il Milan.

C'è bisogno di un Hamsik in vena e di Cavani cavallo-alato. Il Pocho annunzia tric-trac d'autore. Il Napoli ha una classifica che non dice più niente (-11 dal terzo posto, -6 dall'Europa League, però alle spalle tre squadre pronte a saltargli addosso). La stagione è tutta racchiusa nelle coppe. In campionato può concedersi il lusso di giocare senza ansie (però con determinazione). Ha questo vantaggio sul Milan che deve vincere a tutti i costi. Bisogna contenere i rossoneri nella prima mezz'ora, lasciarli all'asciutto di gol, farli andare in affanno (anche loro hanno giocato mercoledì) costringendoli a un giro-palla sterile.

Dopo di che, sul castello di un match perfettamente eseguito, potrebbe sventolare la bandiera azzurra. Seedorf si può fermare (ma guai a lasciargli il tiro a inganno dai venti metri). Abate scenderà sulla corsia di Dossena e Aronica. Occorre costringerlo a stare prudenti magari con Lavezzi su suo lato. Le "mosse" sono tante e Mazzarri le conosce meglio di tutti. Però ha bisogno di un Napoli in salute per urlare da San Siro: visto, non eravamo in crisi. È il grido che aspettiamo. L'ultima vittoria con Maradona e Giordano ai tempi belli (un quarto di secolo fa). Rizzoli è il miglior arbitro, non ci dovrebbero essere fregature.

FONTE: IL ROMA
 

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di Luigi Russo Spena
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