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IL CIUCCIO CHE VOLA

Minimo risultato con il minimo sforzo


Minimo risultato con il minimo sforzo
19/10/2010, 09:10

Dopo una settimana di sosta apparente, con i calciatori del Napoli sparsi per il globo, una settimana di fuoco aspetta gli uomini di Mazzarri, con tre partite difficilissime in una settimana. Il
L’insidiosa trasferta di Catania è (solo) sulla carta l’impegno più abbordabile, considerato che a seguire sono previste due partite infernali: giovedì con il Liverpool e lunedì con il Milan.
Mazzarri ha un diavolo per capello. I suoi calciatori sono rientrati alla spicciolata dai rispettivi impegni internazionali e hanno ancora il bioritmo sballato dal diverso fuso orario dei diversi Paesi in cui erano impegnati con le loro nazionali. Cavani e Gargano, per la gioia di De Laurentiis, sono andati a giocare in Cina.. Oltre ai soliti Hamsik, Yebda, Lavezzi e Sosa, questa volta è stato convocato addirittura Zuniga. Santacroce, invece, che ormai va solo in bici è stato convocato per il giro delle Ande, mentre Cribari è stato chiamato, a sorpresa, dalla nazionale brasiliana di bocce.
I papabili nazionali italiani, invece, sono rimasti tutti a casa ed hanno organizzato un torneo di tressette a perdere.
Inizia la partita.
I sudamericani stanno morti di sonno. Mazzarri ha messo la sveglia nelle tasche sia agli uruguayani che agli argentini. Per quanto riguarda il colombiano ha desistito perché ha il sonno pesante, soprattutto quando gioca.
 
Nei primi dieci minuti di gioco, De Sanctis si dedica alla sua preziosa collezione di farfalle. Con un paio di uscite a vuoto, su cross che spiovono da destra e da sinistra, riesce ad aggiungerne un paio molto belle. Ma all’11, si supera su un tiro di Mascara dai venti metri, che aveva contro al fantacalcio.
12’ Sul conseguente calcio d’angolo, De Sanctis vola, come una farfalla della sua collezione, e sventa il pericolo su incornata di Silvestre, che non segna un goal dai tempi dell’oratorio e che ci prova ricordandosi che il 97% dei calciatori segnano il loro primo goal in serie A contro il Napoli.
15’ Andujar prende dal frizer una granita alle mandorle e ci azzuppa un cornetto.
21’ Suona la sveglia di Gargano, ma il mediano tascabile si gira a pancia sotto e ritorna a dormire.
23’ Sosa e Zuniga dormono abbracciati in panchina. Il piccolo principe si sveglia perché Zuniga russa come un trattore e chiede a Mazzarri di mandarlo in campo, anche perché Maggio sta dormendo all’impiedi come un cavallo.
28’ Andujar scartoccia la guantiera di babà e sfogliatelle che gli aveva portato il connazionale Lavezzi.
34' Silvestre comincia a pensare che De Sanctis abbia qualcosa di personale contro di lui, atteso che sventa ancora una volta il suo primo goal in serie A, con una parata miracolosa, su tiro deviato da Maggio, che pure cerca il suo primo autogoal in serie A, che sarebbe il degno epilogo della prestazione dell’esterno partenopeo.
35’ Zuniga si gira di fianco, Frustalupi gli rimbocca le coperte, mentre il guardalinee le rimbocca a Maggio.
36’ Andujar sorseggia il limoncello che Sosa gli ha portato da Sorrento, non prima di aver chiesto al medico del Catania se il limoncello sia inserito tra le sostanze dopanti.
37’ Gargano ordina uno zabaione doppio. Pare che la moglie, dopo aver visto che il marito riesce a reggere i novanta minuti anche giocando tre partite alla settimana, volando dal vecchio al nuovo continente, gli abbia chiesto pari costanza anche negli impegni… casalinghi.
38’ Suona la sveglia di Lavezzi, che salta dalla branda e come un funambolico sonnambulo si invola sulla sinistra e pennella al centro un cross invitante per Cavani, che si esibisce in un fragoroso sbadiglio. Il suo marcatore si addormenta sul dischetto del rigore. Lo sbadiglio, si sa, è contagioso. La palla cade sui piedi della punta uruguayana proprio nel mentre sorseggiava un caffè brasiliano, tiro imprendibile nell’angolo opposto a quello in cui Andujar aveva posizionato la propria amaca, e il Napoli è incredibilmente in vantaggio.
Solitamente, ai goal del Napoli, il condominio del sottoscritto vibra come colpito da una scossa dell’ottavo grado della scala Mercalli. Ma il goal di Cavani, questa volta, è accompagnato da un silenzio inconsueto, simile a quello del ladro, che con destrezza, si frega il portafogli di qualche malcapitato sull’autobus.
Sandro Ciotti avrebbe urlato, “Scusa, Ameri, clamoroso al Cibali: Napoli in vantaggio”, se solo lo stadio di Catania si fosse chiamato ancora Cibali, se solo Ciotti e Ameri fossero stati ancora vivi e se solo non si fossero addormentati anche loro prima della mezz’ora, come era accaduto al sottoscritto.
45’ De Sanctis va nuovamente a farfalle. Per compensare le belle parate fatte in precedenza, ha ancora un altro paio di papere da giocarsi.
Finisce il primo tempo.
Maggio viene portato negli spogliatoi in barella. Ma non sembra aver subito infortuni. L’esterno azzurro, infatti, è l’unico centrocampista della storia del calcio a chiudere un tempo senza subire neppure un fallo. Hamsik è stato bene attento a non spettinarsi lo scalpo per paura di una nuova intervista di Ilaria D’Amico. Intanto Yebda, tra le cui braccia si è accoccolato Zuniga, canta a quest’ultimo una ninna nanna in algerino, e il colombiano si addormenta placidamente, sebbene non capisca manco una parola della lingua nord-africana.
 
Inizia il secondo tempo.
Grava è uno dei pochi a non soffrire del fuso orario, sebbene abbia trascorso un paio di giorni di vacanze nella natia Caserta. E ben sappiamo che a volte, con il traffico che c’è nei due capoluoghi campani, un viaggio Caserta – Napoli può essere molto più stressante di uno transoceanico da Buenos Aires al capoluogo partenopeo. Il terzino azzurro però non riesce a dormire tranquillo in campo. Torres e Pato sono due incubi e, mentre cammina per il campo, ogni tanto ha dei sussulti. Per fortuna, dalla sua parte, Mascara riesce a scaraventare in curva quasi tutti i palloni che gli capitano a tiro.
6’ Mazzarri effettua un cambio che potrebbe cambiare il corso della partita: entra Aronica al posto di Grava. Giampaolo studia le contromosse.
20' San Gennaro, che ha finalmente ricevuto la tessera del tifoso, evita un goal da Spolli, deviando miracolosamente un pallone destinato all’angolino e sul quale De Sanctis, da solo, non sarebbe mai arrivato.
21' Esce Dossena ed entra Zuniga. Il pubblico di fede azzurra trema.
Non passa molto tempo, non so dire precisamente quanto, perché nel frattempo, lo ammetto, cado in un sonno profondo. Sogno per un attimo che Bigon torni dall’estero con Bruno Alves e Joao Miranda per completare il pacchetto arretrato, con Funes Mori e Giuliano, due giovani stelle sudamericane che renderebbero formidabile l’attacco, offrendo valide alternative a Mazzarri e un po’ di fiato agli stakanovisti azzurri e un mediano forte: Inler o roba del genere.
E invece vengo svegliato dal “Nooooooooo” di mio padre che mi fa precipitare dal mondo dei sogni. Non sono riuscito a vedere cosa è successo, ma posso dedurlo dal fermo immagine seguente, che immortala la solita faccia affranta di Zuniga. Io lo sapevo, penso senza ammetterlo perché io ho sempre cercato di difenderlo il colombiano, beccandomi gli sfottò di tutti gli abbonati al mio divano di casa. La gioia del giovane Papu Gomez, che ho comprato al fantacalcio per pochi fanta-miliardi, mi fornisce l’elemento mancante. Non c’è bisogno di vedere il replay per capire che l’argentino abbia segnato grazie ad una dormita di Zuniga. Sono quelle immagini che ti sembra di aver già visto. In realtà le hai già viste,e  allora che lo vedi a fare il replay? Non ci sono dubbi che sia andata così.
 
31' Calcio d’angolo per il Napoli, Cavani viene colto di sorpresa, perché raramente da un calcio d’angolo il pallone arriva in area, e così tira un missile che colpisce uno zio di Pulvirenti, che protesta e viene espulso.
Poco dopo, Campagnaro potrebbe regalare al Napoli una vittoria assolutamente immeritata, ma preferisce servire al centro Maggio, che essendo un campione di fair play, neppure si sforza di arrivare sul pallone.
Al 93’ Cannavaro fa un entrata inspiegabile su Maxi Lopez, che si era comportato benissimo, meritandosi quasi di essere aggregato alla squadra azzurra. L’arbitro lo espelle. I tifosi azzurri tremano al solo pensiero che Cribari possa giocare lunedì contro Ibrahimovic, Pato, Ronaldinho, Robinho, ma anche semplicemente contro Pietro Paolo Virdis.
Dopo un paio di minuti di inutile recupero, l’arbitro fischia la fine della partita. Qualcuno si chiede quando sia veramente cominciata
In ogni caso, il minimo risultato è stato raggiunto col minimo sforzo. Un punto a Catania è da considerare assolutamente prezioso. Soprattutto se la squadra dimostrerà di aver conservato le energie sufficienti per i due successivi impegni, che hanno già gasato il pubblico partenopeo.
Noi siamo ottimisti.
Come sempre.

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di Gianni Puca
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