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Misso:"In curva A comanda la camorra"


Misso:'In curva A comanda la camorra'
19/10/2010, 17:10

«I gruppi di tifosi che siedono in curva A rispettano regole precise e sono l’espressione dei clan camorristici presenti in città». Lo ha detto ieri in aula il collaboratore di giustizia Emiliano Zapata Misso, nipote del boss della Sanità Giuseppe, sentito come teste al processo in corso davanti alla IX sezione del Tribunale per i disordini scoppiati nel 2008 a Pianura quando si temeva la riapertura della discarica. Alcuni degli imputati, infatti, sono esponenti della tifoseria estrema (Niss e Teste Matte) che secondo l’accusa si abbandonarono alla devastazione del quartiere su sollecitazione di politici locali, tra cui il consigliere comunale Marco Nonno. Misso, il cui intervento è durato circa un’ora, ha raccontato in particolare di aver frequentato la curva A tra il 2002 e il 2006: all’epoca il suo posto era accanto al gruppo dei Mastiffs. Il collaboratore ha anche chiarito che in curva erano ammessi solo i tifosi legati al gruppo Masseria Cardone (vicini al clan Licciardi) e quelli legati ad Area nord (vicini agli scissionisti). «Nessun altro aveva accesso alla curva. Se qualcuno ci avesse sfidato, l’avremmo buttato giù dagli spalti. So per certo— ha aggiunto Misso— che avvenivano riunioni per decidere le strategie contro gli altri tifosi e che gli scontri venivano pianificati a tavolino. A queste riunioni, però, io non prendevo parte: mi piaceva solo vedere la partito allo stadio». Di come i clan imponessero la propria logica al San Paolo il giovane collaboratore aveva parlato già nel 2007: «Ricordo che a un certo punto mio zio, Giuseppe Misso, impose che il gruppo della Masseria Cardone uscisse dalla curva A per problemi che si erano verificati tra i Misso e i Licciardi. E infatti la Masseria Cardone si dovette spostare nei distinti».
fonte:corrieredelmezzogiorno

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di Redazione
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