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Processo d'appello Calciopoli

Moggi: "Atteggiamenti poco etici ma mai illeciti"


Moggi: 'Atteggiamenti poco etici ma mai illeciti'
03/12/2013, 18:33

NAPOLI - Il polpettone Calciopoli sembra non voler finire mai. Nel corso dell'udienza che si è tenuta oggi durante il processo d'appello a Napoli, Luciano Moggi ha preso la prola per difendersi. I suoi, a detta sua, sono stati atteggiamenti "magari criticabili dal punto di vista etico, ma mai sconfinati nell'illecito". L'ex d.g. della Juventus ha ribadito di non essersi "mai intromesso sulle designazioni degli arbitri" e ha parlato di "intercettazioni monche ad uso dell'accusa". Tornando sulle schede svizzere distribuite agli arbitri, Moggi ha spiegato che il loro uso aveva come obiettivo quello di aggirare "chi ci intercettava" con riferimento ad operazioni di mercato. "Avevamo comprato Stankovic - ha ricordato Moggi - e avevamo anche il contratto pronto da presentare in Federazione. Dopo due mesi sono spariti il giocatore e il suo procuratore, li abbiamo ritrovati all'Inter". "Mi hanno accusato di andare negli spogliatoi degli arbitri ma non è vero - ha aggiunto - altri lo facevano. Il sequestro di persona di Paparesta non è mai avvenuto, fu solo una battuta".
Intanto, c'è stato un ulterore rinvio per la sentenza d'appello del giudizio su Calciopoli in corso davanti al Tribunale di Napoli. A causa di un sopraggiunto impedimento di uno dei componenti della Corte, l'ultima udienza del processo, inizialmente prevista per martedì 10 dicembre, è slittata di una settimana, al 17 dicembre. In quella sede è prevista l'arringa di uno dei due legali di Moggi, l'avvocato Paolo Trofino e successivamente i giudici si riuniranno in Camera di Consiglio. Il sostituto procuratore generale, Antonio Ricci, ha rinunciato al suo diritto di replica. 

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di Redazione
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