Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

LA DECISIONE

Mondonico, addio Albinoleffe, deve curarsi


Mondonico, addio Albinoleffe, deve curarsi
17/06/2011, 21:06

Aveva chiesto tra le lacrime e con la voce rotta dall'emozione quindici giorni di tempo per decidere la strategia per la partita più importante: quella contro un tumore all'addome che già a gennaio l'aveva costretto a un improvviso stop. Ma Emiliano Mondonico ha deciso prima. Dirà addio all'Albinoleffe e a quella serie B conservata con i denti due settimane fa in casa contro il Piacenza. Al suo posto arriverà Daniele Fortunato, un passato da allenatore a Pergocrema e a Ivrea, e nella stagione appena conclusa al fianco di Mondonico nella lunga lotta per non retrocedere in Lega Pro.
Il club bergamasco si congeda così da uno degli allenatori simbolo del calcio italiano e "re" delle promozioni in serie A (ben cinque in carriera). Lo fa con grande tristezza, la stessa che era apparsa sul volto del presidente della società seriana, Gianfranco Andreoletti, nella conferenza stampa di lunedì. «Lui per noi è sempre stato il lusso e non l'ho mai nascosto. Se siamo rimasti in B è merito suo, ma anche dei bergamaschi che sabato sera sono accorsi in massa allo stadio per sostenerci. Non è adesso che possiamo prendere decisioni a cuor leggero».
La decisione di lasciare i suoi ragazzi non è stata a cuor leggero nemmeno per Mondonico. Lo si è capito lunedì quando, davanti ai giornalisti, l'ex allenatore del Toro e del Napoli non è riuscito a trattenere la commozione. «Ho conosciuto un avversario particolare in corso d'opera, ma non posso ancora dire di averlo sconfitto. Convivere con il pensiero di qualcos'altro oltre all'Albinoleffe non è affatto semplice. Come faccio a regalarvi certezza se non sono sicuro di essere qui tra un mese?».
Mondonico pensava di averla vinta quella battaglia dopo che, il 31 gennaio, si era sottoposto a un intervento chirurgico. Una operazione delicata per rimuovere un massa enorme dall'addome. L'allenatore «pane e salame», come ama definirsi, era poi tornato al lavoro dopo soli otto giorni di stop. Un rientro lampo che aveva fatto ben sperare. Ma ora il male è tornato a riaffacciarsi e Mondonico ha bisogno di tutte le sue forze per giocare la partita più difficile, quella della vita.

Commenta Stampa
di Roberto Russo
Riproduzione riservata ©