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Mondonico: "La mia lettera ispirata dal Napoli"


Mondonico: 'La mia lettera ispirata dal Napoli'
08/02/2012, 12:02

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Emiliano Mondonico, allenatore del Novara
“La lettera ai tifosi del Novara è ispirata alla mia avventura a Napoli”
“Nella parte alta della classifica, il Milan e la Juventus hanno perso l’opportunità di allontanarsi l’una dall’altra. Il Napoli sta buttando via la speranza di arrivare nelle posizioni importanti. A questo punto il Napoli potrebbe solo vincere la Champions League per poter partecipare ancora a questa competizione. Il Novara per la prima volta in questo campionato è riuscito a non prendere gol, è stato come uscire da un incubo. Proveremo in tutti i modi a salvarci.
Siena-Napoli si affronta puntando soprattutto sulle difficoltà del Siena che avrà la testa al campionato. È chiaro che se la Coppa Italia è l’unico traguardo riservato al Napoli, è giusto che la squadra di Mazzarri affronti questa competizione nel miglior modo possibile.
Nessuno si aspettava il Napoli così avanti in Champions League così come nessuno se lo aspettava così indietro in campionato. Mazzarri ha indovinato tutto nella competizione europea e magari ha tralasciato un po’ il campionato. Bisogna dar credito a questo allenatore che se ha gestito le scelte in questo modo lo ha fatto perché c’è qualcosa che noi non conosciamo. In questo momento penso che sia determinate per il Napoli la gara di domani sera per mettere qualcosa in cassaforte. Credo che la stagione di Mazzarri sia positiva però è chiaro che la posizione del Napoli in campionato fa riflettere ma fa parte del gioco. Credo che il primo ad essere rammaricato per la posizione che occupa il Napoli è proprio il tecnico livornese.
A metà luglio ho subito quest’operazione dopodiché ho cominciato a pensare a vivere, e la chiamata del Novara è stata per me la spinta ulteriore per vivere. In alcuni momenti sono stato portato a sopravvivere, a non lottare più e la chiamata del Novara mi ha portato a riprendere in mano mia vita. Ciò che è successo non è solo che un vago ricordo.
La lettera che ho mandato ai tifosi del Novara? Non riuscivo a dormire perché c’erano troppe cose che non quadravano. Dentro di me pensavo che senza l’unione della squadra e della tifoseria era difficile uscire da questa situazione. Ho chiesto ai tifosi di trascinarci in questa avventura, la simbiosi tra la squadra ed il pubblico è quello che mi piace di più del calcio. Il rapporto con il pubblico è necessario per una squadra di calcio. Il pubblico c’è stato, c’è e ci sarà sempre, mentre calciatori e allenatori di anno in anno possono variare.
Ringrazio sempre i tifosi del Napoli che sono stati da traino in quell’avventura poi finita in maniera negativa. Se fino alla fine si è lottato per non retrocedere è stato merito del tifosi partenopei. Lo spunto della lettera ai tifosi del Novara partiva da questa esperienza. Ho scritto la lettera ispirandomi alla mia avventura a Napoli. Quell’esperienza a Napoli ha avuta molta importanza per me e, quando ho deciso di buttar giù questo mio pensiero rivolto ai tifosi del Novara, ho preso spunto dall’esperienza partenopea”.
 

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di Massimo La Porta
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