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LO SCRIVE IL CORRIERE

Montella inedito: "Ama i Pink Floyd e Salemme"


Montella inedito: 'Ama i Pink Floyd e Salemme'
25/03/2012, 11:03

Vincenzo Montella torna a Napoli senza cappellino, occhiali scuri e sciarpa: non è in incognito, oggi no, e anzi tutte le telecamere e i flash saranno puntati sul volto e sparati negli occhi. Talento cristallino in campo. E poi da allenatore, rockettaro, giocatore di calcio balilla e padrino di cresima. «Eh sì, ci vuole classe anche in questo: lui, il mio amico Vincenzo, neha da vendere» .

LA SAGA - E allora, la storia. La saga del Montella made in Naples o, più precisamente, da Castello di Cisterna con furore. La sua casa, le sue origini raccontate attraverso i ricordi di chi l'ha visto nascere come calciatore e poi crescere fino a diventare prima un campione e poi un allenatore bravo come pochi. Talmente tanto da regalare all'orgogliosa e di nuovo raggiante Catania, stile Carmen Consoli, di carezzare il sognoEuropa League. La voce narrante appartiene a Domenico Alaia detto Mimmo, 40 anni d'età e 35 di amicizia con Montella (39 anni): primi calci, primi baci e sogni inclusi.

L'ORIGINE - Racconta e ride. Viaggia e si perde in un passato fitto di aneddoti. E non tutti legati al calcio: «Ci siamo conosciuti da bambini: i nostri genitori erano amici ed entrambi falegnami, artigiani. Lavoravano insieme a Castello di Cisterna» . In una di quelle classiche botteghe antiche, dove l'odore della colla è intenso e i pavimenti sono coperti di schegge impastate al mastice. È da qui, da questo microcosmo a sedici chilometri da Napoli, provincia di calcio vero che ha cullato bomber di razza purissima, che Montella è partito. «Abbiamo cominciato a giocare insieme nei Pulcini della scuola calcio San Nicola» . La stessa che ha lanciato anche Di Natale, Caccia e per ultimo il giovanotto della Roma, Piscitella. «Poi Vincenzo è andato a Empoli a 12 anni, mentre io sono rimasto qui» . A girovagare in Campania. «Ho giocato nella Casertana: mi allenava Adriano Grava, il padre di Gianluca. Un grande maestro».

RAMBO E CHIESA - È questo l'unico riferimento autobiografico di Alaia. Poi, è tutto Montella. Il giovanissimo Montella: «All'epoca
c'era molto meno da fare: diciamo che andavano a scuola, alle medie, e dopo cominciavamo interminabili partite in strada. Con gli amici». E il Super Santos rosso. «E le figurine dei calciatori: che passione» . I primi amori, invece? «Diciamo che la situazione non era molto florida: ci dedicavamo più che altro al cinema. Ricordo la serie dei Rambo: impazzivamo per Stallone». Ma non chiamateli guerrafondai: «Assolutamente: avevamo la tradizione di andare spesso in chiesa, e ancora oggi, a Natale e a Pasqua, andiamo a messa vicino casa o a Pompei. Ed è proprio al Santuario di Pompei che Vincenzo mi ha fatto
da padrino di cresima. È la mia guida spirituale!».

LA PROMESSA - E ancora. Oltre al calcio e al cinema, il tecnico del Catania si fa apprezzare come appassionato di musica: «Ascoltavamo per ore Pink Floyd, Dire Straits, Queen. Che sballo. E appena potevamo, via al teatro: oggi Vincenzo è molto amico di Salemme» . Ieri, invece, era un ragazzino sportivo e molto legato alla famiglia: «D'estate, quando tornava da Empoli, aiutavamo i nostri genitori con il lavoro» . Aspiranti falegnami. «Poi, però, via al mare: abbiamo trascorso tantissime vacanze nel Cilento. Nuotate, tennis e calcio balilla. Una volta ci promettemmo a vicenda che avremmo sfondato insieme. Sono felice che lui abbia mantenuto la parola: erano tempi meravigliosi».

IN INCOGNITO - Non sono malaccio neanche quelli attuali. Soprattutto per il Catania: «Se vanno in Europa League, Vincenzo pagherà una cena a Castello di Cisterna: abbiamo già scommesso» . A casa, da papà Nicola e dai suoi fratelli maggiori (due maschi e due femmine), Montella torna spesso. «Ma in incognito, diciamo così: è molto riservato, discreto, e così quando viene da queste parti si mette un cappellino e gli occhiali scuri. Non fa mica il fenomeno» . La sua presenza, però, s'avverte lo stesso: «Non ama dirlo, ma fa tanta beneficenza da queste parti». Napoli, invece, gli chiede soltanto 3 punti. A proposito, per chi tiferà oggi l'amico fraterno? "Neutrale". Dal cuore azzurro.

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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