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Il vice-presidente nerazzurro

Moratti jr: "Inter, devi pensare in grande"


Moratti jr: 'Inter, devi pensare in grande'
02/01/2014, 10:44

MILANO -Quando Massimo Moratti ha venduto l'Inter, nonpoteva immaginare neanche lui stesso un'Inter senza Moratti. E' suo figlio Angelomario, infatti, il collante tra la vecchia e la nuova gestione Thohir. I rapporti con l'indonesiano sono ottimi, e Moratti jr spiega come la cessione delle quote sia stata una cosa necessaria. "Quella del calcio italiano non è una semplice decadenza, è una crisi profonda: il tonfo c'è già stato ed è molto difficile per chiunque aver voglia di scommettere su un mondo che non ha saputo dare garanzie", spiega il giovane dirigente nerazzurro in un'intervista alla Gazzetta. Fra due anni la famiglia Moratti potrebbe uscire definitivamente di scena o riprendersi il club ma per il vicepresidente nerazzurro "è più facile, ma soprattutto più importante, immaginare che si possa lavorare con grande unione di intenti e che il progetto che abbiamo concordato inizi a realizzarsi. Non sarebbe inconcepibile pensare di uscire dall'Inter, ma Thohir e i suoi soci ci chiedono esattamente il contrario e quello che sentiamo al momento è una grande sintonia, oltre che un grande senso di responsabilità.
Questione stadio: "Sono dieci anni che ci lavoriamo e abbiamo già degli studi pronti, ma questo è il momento di aspettare: di assestarsi, vedendo come migliorare San Siro
". Venendo alle questioni tecniche, è impossibilenon citareil momento di Mazzarri: "Rispetto a qualche anno fa, l'obiettivo è essere competitivi senza dover pensare per forza allo scudetto. Però parlare di anno zero può essere fuorviante: puntare in alto è un dovere, anche per motivare nel modo giusto la squadra, e sono sicuro che lui lo faccia. Ma è un dovere anche parlare chiaramente ai tifosi: l'aspettativa è tornare ai nostri livelli, ma con tempi e una progettualità diversa, che dunque abbia uno sviluppo negli anni e non a breve termine". "Inter in Champions? Ce la possiamo fare: l'Inter deve volare alto. Fondamentale è averla come aspirazione, ed è un'aspirazione legittima: se poi, ma solo poi, non dovessimo arrivarci, non sarà una condanna per nessuno". 

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di Redazione
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