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Da oltre 30 anni combatteva con il Parkinson

Morto Mohammed Alì, la leggenda del pugilato


Mohammed Alì sovrasta Liston nella rivincita
Mohammed Alì sovrasta Liston nella rivincita
04/06/2016, 07:05

PHOENIX (USA) - Nella notte è morto, in un ospedale di Phoenix, Mohammed Alì, nato Cassius Clay, uno dei più grandi pugili della storia. Aveva 74 anni e dal 1984 combatteva contro il morbo di Parkinson, causatogli dai pugni ricevuti durante la sua carriera. Questa volta era stato ricoverato due giorni fa per problemi respiratori, ma non ce l'ha fatta. 

Cassius Clay era nato nel 1942 e aveva iniziato la carriera nei pesi mediomassimi, vincendo anche la medaglia d'oro nei dilettanti all'Olimpiade di Roma del 1960. Poi passò al professionismo, vincendo un incontro dopo l'altro. Nel 1964 ebbe la sua occasione, affrontando il campione del mondo dei massimi, Sonny Liston. Pugile potente ma poco agile, Liston non resse alla velocità del suo avversario (nonostante i secondi di Liston gli avessero messo del sale sui guantoni per accecare Cassius Clay) e dovette abbandonare alla settima ripresa. Il titolo di campione del mondo restò nelle mani di Cassius Clay (che dopo la vittoria si convertì all'Islam e divenne Mohammed Alì) fino al 1967, quando glielo tolsero d'autorità perchè si rifiutò di indossare la divisa dell'esercito. All'epoca gli Usa erano impegnati nella guerra in Vietnam e il nome di Mohammed Alì venne sorteggiato (allora si faceva così) per la coscrizione obbligatoria. Ovviamente non lo avrebbero mai messo con un fucile in mano in prima linea. Avrebbe dovuto solo viaggiare nelle retrovie per incoraggiare i soldati. Ma lui rifiutò, affrontando processi e il divieto di combattere. 

Nel 1971 ritornò sul ring e nel 1974 potè combattere per il titolo contro George Foreman a Kinshasa, nello Zaire. Vinse con una tattica decisamente anomala: restò per 8 round alle corde, in guardia stretta, a farsi colpire dall'avversario, lasciando che sfogasse la sua potenza contro un bersaglio elastico (le corde aiutavano ad assorbire i colpi). Quando Foreman fu stanco, Alì partì al contrattacco, con una serie di colpi velocissimi che l'avversario non poteva fermare; e la vittoria fu sua. Da lì a poco cominciò il suo declino, a causa dell'età avanzata (sportivamente avanzata; aveva 32 anni allora) che gli tolse velocità e resistenza. Restò campione del mondo fino al 1978, prima di perderlo contro Leon Spinks. Combattè ancora per il titolo nella rivincita contro Spinks e vinse, ma poi si ritirò. Nel 1980 combattè di nuovo per il titolo contro Larry Holmes, ma perse. Nel 1981, dopo l'ennesima sconfitta con Trevor Berbick, si ritirò. Nel 1984 gli venne diagnosticato il morbo di Pakinson, e da allora le sue apparizioni si sono sempre più rarefatte. Fu l'ultimo tedoforo nel 1996, quando ci furono le Olimpiadi ad Atlanta, e già allora fu evidente quanti progressi la malattia aveva fatto. Da anni si poteva muovere solo sulla sedia a rotelle, parlava balbettando ed ormai era solo un nome. Fino al ricovero di due giorni fa a Phoenix.

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di Antonio Rispoli
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