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Motogp, Assen: la pagella del Dicos


Motogp, Assen: la pagella del Dicos
01/07/2013, 08:55

VALENTINO ROSSI 10: Ad Assen Mister 9 volte rompe un digiuno durato novecentonovantatre giorni. Dalla seconda fila in griglia al trionfo al traguardo, il tutto condito con una dose abbondante di guida fluida ed aggressiva al tempo stesso; era parecchio che non vedevo guidarlo in maniera così efficace. Non sono d’accordo con la tesi letta sui social network, in base alla quale ha vinto solo perché gli avversari erano “fratturati”. Certo sarà stato agevolato dalla M1 che cavalca, ma Rossi nella cattedrale del motociclismo semplicemente è stato il numero uno, punto. A chi si ostina ancora a fare confronti tra le gesta del 46 e quelle dei piloti desmodromici (non capisco sinceramente i motivi di queste analisi temporali) ricordo sia che hanno girato sei secondi più lenti rispetto l’anno scorso, sia che la vittoria olandese, a mio avviso, rafforza ancora di più un dato di fatto. Rossi per affermarsi sugli avversari abbisogna, anche lui, del migliore pacchetto disponibile; senza non fa la differenza. Godiamoci, quindi, la vittoria di un italiano, senza fare troppe polemiche o dare lezioni; l’inno di Mameli è l’inno di tutti noi e quando si ascoltano le sue note, si applaude e non si bacchetta. Bentornato!

 

MARC MARQUEZ 9: Lo spagnolo di casa Honda nonostante due fratture, è autore di un’ottima prova. Al traguardo ammette candidamente sia che Rossi era irraggiungibile sia che tra il compagno di squadra ed il connazionale della Yamaha è quest’ultimo il più forte. Dimostra una maturità non da rookie ma da rider scafato. Consolida la terza posizione in classifica, ma soprattutto lancia un messaggio chiaro ai vertici della Hrc: la vera prima guida è lui. Grintoso!

 

CAL CRUTCHLOW 8,5: Conquista la prima pole in carriera nella massima serie, ma la dilapida con una partenza disastrosa. L’inglese non si scoraggia, non commette errori e recupera fin quasi a rampare su Marquez. L’ultimo gradino del podio premia il suo impegno e ribadisce le pretese di moto ufficiale. Non mi è piaciuta l’affermazione secondo la quale per lui è meglio essere sesti nella Motogp che campioni del mondo della Sbk. Non sono d’accordo, perché cercare a tutti i costi un confronto tra i due campionati lo trovo fuori luogo. Inoltre, Cal, sa bene che l’attuale campione del mondo della Sbk, con quasi il doppio della sua età, in pista più volte gli ha fatto vedere i “green mice”. Consistente!

 

DANI PEDROSA 4: L’eterno secondo non approfitta dei guai fisici che hanno rallentato i competitors nella lotta al titolo. Perde la sfida con chi guida la stessa moto. Arriva indietro ad una moto non ufficiale. Non sale sul podio e riesce ad arrivare davanti ad un infermo Lorenzo di una sola posizione. In Olanda, forse, il pilota di Sabadell lascia sia il titolo 2013 sia il ruolo di prima guida Honda. Naufragio!

 

JORGE LORENZO LAUREA: “Non chiamatemi eroe….io faccio una bella vita, gli eroi sono quelli che non riescono ad arrivare a fine mese ma resistono”. Non aggiungo altro. Standing ovation!

 

ALEIX ESPARGARO 8,5: Con una Crt si prende la soddisfazione di arrivare davanti alle Ducati ufficiali, e ad una Yamaha privata. Ottimo!

 

ANDREA DOVIZIOSO-NICKY HAYDEN 4: Dispiace per il duo Ducati, ma la loro è una degna interpretazione dell’horror “Sprofondo rosso”. Capisco le difficoltà che crea la moto, ma tra calcetti e manici tirati c’è poco di cui gioire; indietro anche alla Art di Aleix Espargaro. Bocciati!

 

ANDREA IANNONE 3: Doveva essere il giovane fenomeno di Borgo Panigale, invece è sempre più una giovane delusione!

 

YAMAHA 10: Moto perfetta sia in versione ufficiale che privata. Difficile fare meglio!

 

HONDA 7: Sono tre gare che patiscono le rivali di Iwata e sono ancora convinti che Pedrosa sia un fuoriclasse……Chi è causa del proprio mal…..

 

DUCATI 3: Non siamo ancora neanche a metà stagione che già si vive l’incubo di un altro anno fallimentare. I responsabili di tale disastro, spero abbiano il pudore di dimettersi e farsi da parte. Si è passati dalla iperreattività delle stagioni 2011-2012 all’immobilismo del 2013. I risultati tardano ad arrivare, e si corre il rischio di infangare sportivamente un marchio che, invece, ha scritto memorabili pagine di motociclismo. Chi ha le redini in mano della squadra sportiva, è consapevole delle responsabilità nascenti dal ruolo che occupa?

 

GARA 5: Noiosa….

 

LA DICHIARAZIONE: “Tu non sai quanto avevo voglia di provare di nuovo questa emozione”…..Che tenero!

 

PENSIERI E PAROLE: “Penso ai competenti che avevano dato Rossi per spacciato”. Premesso che ognuno ha il diritto di esprimere liberamente e civilmente le proprie idee, ma chi ha criticato Rossi negli ultimi anni, lo ha fatto forse perché per novecentonovantatre giorni non è stato all’altezza del ruolo. Penso al competente che aveva dato per spacciato Casey Stoner dopo la sua malattia (qualcuno addirittura, mise in dubbio televisivamente l’esistenza della sua intolleranza). Così come penso al competente che dichiarò che mai Lorenzo sarebbe stato in grado di sviluppare la Yamaha. Uno dei messaggi principali che lo sport in generale tramanda è che bisogna saper perdere, ma soprattutto saper vincere. Alcuni, competenti o meno, non dovrebbero mai dimenticarlo, anche dopo un lungo digiuno o una lunga abbuffata.

 

CHE BELLO: Appena tagliato il traguardo, sui social network è scoppiata la voglia di commentare le gesta del vincitore. Ho notato che, nonostante non fossero commenti inseriti in pagine che iniziano con la parola odio, tanto livore e disprezzo antisportivo. Ho visto abbinare addirittura la parola Bibbia all’odio, quello vero. Possibile mai che non si possa godere la vittoria dei propri beniamini senza dover insultare gli altri? Che senso ha screditare (eufemismo) una casa italiana o un pilota italiano per mero gusto antisportivo? L’Italia si divide in tifosi di e non tifosi di? Non m’interessa chi ha creato tale spaccatura, né m’interessa la divisione tra giornalisti pro e giornalisti contro. Mi interessa lavorare tutti insieme per superare certe divisioni. Che bello sarebbe gioire dei trionfi del proprio beniamino, riconoscendo il valore sportivo degli avversari battuti. Anche perché se gli avversari battuti sono delle capre, chi ha vinto sarebbe solo la migliore tra queste….

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di Alfredo Di Costanzo
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